Sergio Scariolo ad Area 52: “In Eurolega l’importante è competere”

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La stagione della Virtus Bologna fino ad oggi ha vissuto di molti alti e bassi. Nonostante questo, sia in campionato che in Eurolega la squadra di Scariolo è dove ci si potesse aspettare di trovarla. Al momento le Vu nere sono seconde a pari punti con l’Olimpia in Serie A, mentre in Eurolega si collocano ad una vittoria di distanza dai playoff. A commentare la stagione fino ad ora è stato proprio Sergio Scariolo, ieri sera, nell’intervista concessa ad Area 52, il podcast gestito da Andrea Solaini, Alberto Marzagalia e Marco Pagliariccio.

Il commento di Scariolo non poteva, quindi, non iniziare proprio dal momento che la Virtus Bologna sta vivendo in Eurolega. Tutto sommato, si può dire che la stagione della Segafredo stia rispettando le aspettative poste ad inizio anno. Bologna è lì a lottarsi una chance per i playoff, segue passo per passo la “grande bagarre” dei primi 8 posti e non sembra intenzionata a farsi distanziare facilmente. Naturalmente, non sono tutte rose e fiori: qualche sconfitta evitabile è arrivata, dei giocatori stanno faticando ad adattarsi ad un livello così alto. Tuttavia, tutti questi fatti erano preventivabili ad inizio stagione, visto il roster della Virtus e l’approdo così recente in Eurolega. Di questa stessa opinione è Scariolo.

L’importante è rimanere sul pezzo e competere, soltanto una persona con poca conoscenza avrebbe potuto pensare che potessimo puntare a vincere già quest’anno. La linea del successo di una struttura con poca esperienza, al primo anno in Eurolega dopo vent’anni e senza tanti giocatori che hanno giocato a questo livello, è l’essere competitivi.

Una normale stagione di Eurolega, infatti, nasconde molte insidie per chiunque. Ogni squadra deve necessariamente passare attraverso alcuni ostacoli, maggiori o minori che siano, preparandosi ad affrontare nuove incognite ogni giorno. A maggior ragione questo ragionamento deve essere, quindi, applicato per una società così giovane all’interno dell’Europa che conta.

Ci sono giovani che crescono, ci sono infortuni. Io, che sono nel mondo della pallacanestro da un po’, so che sarebbe stato difficile entrare nel gruppo che realmente lotta già da quest’anno.

A proposito di infortuni, negli ultimi giorni ha fatto il giro del web un’immagine di Iffe Lundberg con un dito mal ridotto. Questa potrebbe essere una possibile spiegazione del suo rendimento in calo nelle ultime gare, e Scariolo conferma i problemi che il danese si sta trovando ad affrontare.

È un esempio perfetto degli infortuni di medio livello a cui mi riferivo prima. Iffe convive con questo dolore da settimane e ne è condizionato anche mentalmente. La risonanza ha escluso fratture ma ha rilevato un forte ematoma. Faremo un vertice domani (oggi, ndr), il giocatore si sta sforzando e il rendimento è calato moltissimo da quando sono iniziati i problemi.

Si prospetta, pertanto, un periodo di stop per Lundberg? Anche se solo per poco la sua assenza avrebbe degli effetti sulla Virtus, che già in questo stato soffre di mancanza di scorer affidabili. Proprio per questo motivo la decisione da prendere non si prospetta semplice.

Sono decisioni delicate, non sai mai se trascinare gli infortuni cercando di giovare dal sacrificio dell’atleta oppure se fermarlo per farlo recuperare al meglio.

Un problema che, purtroppo, ha condizionato in diverse occasioni la stagione dei bianconeri fino ad ora sono stati gli arbitri. In più episodi le terne arbitrali si sono dimostrate non adatte al livello di Eurolega, ma una ferita recente proviene dalla Serie A. Durante la gara di domenica contro Brindisi, alcuni errori hanno pregiudicato la gara non permettendo un corretto svolgimento della stessa. La Virtus, dopo essere stata in vantaggio di 24 punti, ha perso la partita, ma diversi sono stati gli episodi contro cui puntare il dito.

Ho appena rivisto la partita di ieri. Va bene farsi rimontare, ma gli arbitri ieri hanno fatto male. Purtroppo ci sono stati diversi errori nel corso della stagione, vanno accettati, anche se quando capisci di aver lasciato punti per strada a causa dell’arbitraggio prende fondo l’amarezza. Ma come sbagliano gli arbitri sbagliano anche i giocatori, gli allenatori, i dirigenti.

Nella gestione di queste problematiche non aiuta sicuramente la frattura tra FIBA ed Eurolega. Se tra le parti ci fosse più comunicazione, magari si avrebbe anche l’occasione di creare una collaborazione per migliorare proprio questo aspetto del gioco. Tuttavia, una soluzione al momento non sembra vicina.

La frattura FIBA-Eurolega crea un problema importante riguardo il bacino della scelta, priva due competizioni di un gran numero di buoni arbitri. Una collaborazione porterebbe a due effetti. Per prima cosa ci potrebbero essere terne composte da tre buoni arbitri, in secondo aumenterebbe la concorrenza.

Quando sei tra i migliori sei sì un’eccellenza, ma magari ti senti anche troppo bravo e diventi prepotente. Più c’è competenza e qualità meno il singolo è indispensabile, la concorrenza è il principio del mercato.