Shavon Shields: “Tutto è cominciato con una telefonata di Messina”

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Shavon Shields (EA7 Emporio Armani Olimpia Milano)
Credits Savino Paolella

Grazie alle due vittorie nell’ultima settimana di EuroLeague, l’Olimpia Milano è tornata in corsa per un posto al play-in ,ma quest non è stata la sola notizia positiva. Grazie ai 10 punti messi a segno nella serata del PrincipatoShavon Shields è diventato il miglior marcatore nella storia di Olimpia Milano nella massima competizione europea.

La società ha voluto diffondere un video tributo al suo campione, di cui proviamo a riassumervi le dichiarazioni principali

Shields, arrivato a Milano nell’estate 2020 in piena emergenza Covid, era reduce dalla vittoria della Liga ACB con la maglia del Baskonia nella bolla di Valencia. Shavon era un giocatore affermato, ma non ancora una stella. Ora, invece, è uno dei migliori giocatori di EuroLeague e stella dell’Olimpia Milano. Shavon non era ancora uomo da quintetto All-EuroLeague come poi è diventato e nessuno pensava potesse diventare una figura storica per l’Olimpia, come dicono già oggi i due scudetti e le due Coppe Italia vinte

“Tutto è cominciato con una telefonata di Coach Ettore Messina, la sua visione, la voglia di costruire qualcosa di importante, di cui voglio far parte. A Francoforte avevo cominciato giocando da ala forte, poi quando alla fine della mia stagione da rookie sono venuto a Trento mi hanno spostato nel ruolo di guardia e l’ho occupato anche l’anno successivo. È stata un’esperienza formativa di cui non smetterò mai di essere grato”, dice Shavon Shields.

Shavon Shields e l’Olimpia Milano

“Cercavamo un giocatore che potesse giocare sia da guardia che da ala piccola, che avesse margini di miglioramento e una buona reputazione. Shields aveva fatto molto bene a Trento e stava facendo bene a Vitoria dove vinsero anche il campionato in quel periodo. Mi sembrava si adattasse bene alla squadra che stavamo costruendo, con Delaney, Rodriguez, Punter, poi soprattutto con l’arrivo di Datome costruimmo un pacchetto di esterni che non a caso è stato decisivo nel conquistare l’accesso alle Final Four. Ricordo che gli dissi che da noi avrebbe avuto la possibilità di giocare molto di più il pick and roll cosa che non faceva mai a Vitoria; quindi, sarebbe diventato molto più una guardia e molto meno un’ala per avere un maggior impatto a livello EuroLeague come poi è stato”, le parole di coach Messina.

Dell’evoluzione di Shields parla Mario Fioretti, storico assistente dell’Olimpia Milano, che ricorda gli enormi progressi fatti dal danese:

“Il primo anno non abbiamo mai neppure pensato che potesse giocare il pick and roll. Il problema era avere un corpo grosso, un giocatore fisico da mettergli addosso e contenere il suo uno contro uno. A quei tempi era chiaro che aveva potenziale e capacità realizzative, ma da allora ha aggiunto tante cose al suo arsenale”.

“L’evoluzione di Shavon è cominciata quando ha capito come poter essere un giocatore di impatto sui due lati del campo. Era già abituato a prendere il miglior attaccante avversario, ma a Vitoria in attacco era un giocatore di complemento, una quarta o quinta opzione. Qui è diventato sempre più una prima opzione soprattutto quando ha un mismatch da sfruttare. Già a Monaco all’inizio dell’EuroLeague segnò il canestro della vittoria, da tre punti. Bisogna riconoscergli di aver lavorato tanto con Fioretti nel tiro da tre e questo gli ha permesso di diventare un attaccante più consistente”, prosegue Messina.

La sua fiducia nel tiro da tre è spiegata dalle cifre: nel suo primo anno di EuroLeague a Vitoria eseguiva 2.2 tiri da tre per gara, quest’anno, ne esegue 6.7 di media, un balzo in avanti tremendo.. Attualmente, ha il 42.8% dall’arco, sostanzialmente come nel 2020/21 ma allora aveva circa la metà dei tentativi. A livello di media punti e valutazione questa è di gran lunga la sua stagione migliore.

Shavon Shields,: è lui il nuovo Re di Milano

Nella magica serata di Montecarlo, Shavon Shiedls ha stabilito il nuovo primato assoluto di punti realizzati con la maglia di Olimpia Milano in EuroLeague, suerando una leggenda del basket milanese come Bob MaAdoo, record che reggeva da 35 anni.

“Sono contento per lui perché abbiamo un bellissimo rapporto, ma soprattutto so quanto ci tenga a questa squadra. Non devo dire io quanto sia formidabile come giocatore. Adesso allungherà e diventerà magari irraggiungibile”, dice Nicolò Melli, con cui Shields ha stretto un legame importante.

Quindi, che significato possiamo attribuire a questo record? Coach Messina ci viene in soccorso:

“Sono soddisfazioni personali che ti fanno stare bene, soprattutto a fine carriera. Ti permettono di essere ricordato un po’ più a lungo e di dimostrare che qualcosa di buono hai fatto. Ovviamente, sono fatti per essere battuti. Nessuno potrà mai cancellare Bob McAdoo perché quel record l’aveva fatto vincendo due titoli europei. Questo è impareggiabile. Però Shavon ha anche giocato una Final Four e ha segnato i suoi punti in un contesto molto più impegnativo di quello che era una volta. Penso che avrà bei ricordi anche lui”.

Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.