Shavon sposami!

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Shavon Shields
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Voi l’avete una storia da raccontare ai nipotini quando sarete vecchi?
Io sì! E visto che sono giovane e dovrei aspettare troppo inizio a raccontarla a voi!
L’idea è nata quasi per gioco, con un mio amico, anche lui tifoso Olimpia, con il quale ero andata per la prima volta al Forum a novembre 2019.
Milano giocava contro il Baskonia e quindi, Shavon Shields – l’altro protagonista della mia “storia “- non faceva ancora parte del roster dell’Olimpia. Però…che BEL giocatore…
Passa qualche mese e il Sig. Armani decide di farmi un regalo di compleanno anticipato infatti,  qualche giorno prima della data precisa, il 9 luglio 2020 Shavon diventa un giocatore Olimpia.

Grazie Re Giorgio.

Che vi devo dire? Più lo vedevo giocare più me ne “innamoravo”. Al punto che, nel commentare le partite con questo mio amico, rimanendo incantata dalle sue giocate, ho coniato la quote “Shavon Sposami”, che continuavo a ripetere ogni qual volta realizzasse una delle sue “azioni”: una tripla allo scadere, un rimbalzo offensivo o una delle sue difese con recupero e coast to coast con schiacciata. Ciononostante però, rimaneva sempre quell’amarezza, di cui mi lamentavo, di non averlo mai potuto vedere giocare dal vivo in maglia Olimpia. Maledetto Covid!

Nel frattempo, sono arrivate le final eight di coppa Italia, e di nuovo Shavon ha dato il meglio di sé. Di quella finale ricordo una schiacciata, imbeccata da un magico passaggio del Chacho, che è stata il mio sfondo del cellulare per diversi mesi. Ed è proprio lì che è nata una scommessa/promessa: se fossi riuscita a tornare al Forum prima della fine di questa stagione avrei dovuto presentarmi con un cartellone con scritto, ovviamente, “Shavon Sposami”.

Passano i mesi, Shavon “fa sognare” sempre di più, l’Olimpia si qualifica per i playoff di Eurolega, arriva il Carrier High di 35 punti nel ritorno di campionato con la Virtus Bologna, e poi quei magici 34 punti di gara 5 contro il Bayern. Nel frattempo è già passato un anno da quando hanno chiuso i palazzetti, ma finalmente succede: “per le semifinali di LBA si potrà tornare al palazzetto”. Lo spettro del numero estremamente ridotto di posti, 10% della capienza, e di non avere il diritto di prelazione sui biglietti per un attimo mi fa desistere, ma poi mi convinco. Alle 20.30 di giovedì 20 maggio sono davanti alla pagina di vivaticket a premere “aggiorna” compulsivamente, e alla fine ce l’ho fatta. Ora che avevo il biglietto per gara 2 però, era tempo di “mantenere la promessa”.

“Quindi hai preparato il cartellone?” mi chiede il mio amico sabato, dopo che Shavon con un canestro all’ultimo minuto ci aveva regalato la vittoria sulla Reyer in gara 1. “In realtà ho avuto un’idea migliore, mi sa che farò una maglietta” gli rispondo.
La “famosa” maglietta. Ultima protagonista di questa storia.
Arriva finalmente lunedì sera, ed entro per la seconda volta nella mia vita al Mediolanum Forum di Assago. Con l’ansia di gara 2, ma soprattutto con un pensiero “chissà se Shavon mi vedrà”. Il mio  posto era nella prima fila del settore B della curva, sopra la zona stampa e accanto alla panchina di Milano, ma nessuno mi era sembrato fare caso alla mia maglietta, fatta eccezione per la ragazza della sicurezza accanto a me. Dopo essermi fatta giusto un selfie per dimostrare di aver “pagato la scommessa” è iniziata la partita e mi sono dimenticata completamente del cellulare, e in parte anche della maglietta. Milano dominava su Venezia, e anche se al palazzetto eravamo poco meno di 2000 persone l’emozione era grandissima.

Dopo la pausa però ho iniziato a sentire il telefono che vibrava in continuazione, messaggi su ogni social: “Sei finita su Eurosport, ti hanno commentato in diretta!”, “Sei ovunque su Twitter”, “Parlano tutti di te!”. Mi sembrava tutto surreale, al punto che nella pausa tra il terzo e l’ultimo quarto avevo risposto al mio amico dicendo “ma almeno dopo tutto questo casino me lo facessero conoscere Shavon”.

Detto, fatto!

Nemmeno il tempo di inviare il messaggio che è salita in tribuna una ragazza dello Staff dell’Olimpia:

“Ehi, abbiamo visto la tua maglietta, ti farebbe piace scendere in zona stampa a fine partita e fare una foto con Shavon per i nostri social?”.

Io per un attimo l’ho fissata senza parole, dopodiché con quel poco di voce rimasto dopo aver urlato tutta la partita, ho risposto “Sì certo!”. Così, finisce la partita, Milano vince di 34 e io mi ritrovo in zona stampa all’uscita dei giocatori dal campo insieme al social media e al fotografo dell’Olimpia Milano. Quando è uscito  Shavon, lo hanno fermato, indicandogli la mia maglietta, dopo avermi guardata mi ha sorriso, si è avvicinato e io per la prima volta mi sono sentita veramente piccola accanto a qualcuno, (sono alta 1.85m, ma lui è 2.03!). Poi è stata questione di un attimo, lui mi ha abbracciata, io sono riuscita a rimanere in piedi e non svenire (contro ogni pronostico), il fotografo ha scattato la foto, e, dopo avermi ringraziata e sorriso nuovamente, Shavon se n’era già andato. Un attimo, per me però è durato un’eternità e mi ha causato una paresi facciale per cui non ho smesso di sorridere per diverse ore.

Direte… e quindi? Il matrimonio? Ecco, su quello ci stiamo ancora lavorando ma per Shavon è tempo di concentrarsi sul finale di campionato…
In che senso non ha detto così?? Dettagli!
In ogni caso, io la mia storiella per i nipoti la ho!