Simone Giofrè: “La prossima stagione sarà un nuovo percorso”

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Simone Giofrè
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Simone Giofrè, Direttore Sportivo della Happy Casa Brindisi con cui ha da poco firmato un rinnovo, ha parlato ai nostri microfoni descrivendoci alcune fasi cruciali del suo lavoro a Brindisi che gli hanno permesso di portare in Puglia alcuni dei giocatori più talentuosi degli ultimi anni e ci ha inoltre parlato del suo rapporto con Vitucci, fondamentale nella costruzione del vincente progetto brindisino.

– Parlando del mercato di Darius Thompson, uno dei giocatori chiave di questa stagione, quante squadre hanno provato a firmarlo? inoltre sapevate già di non poterlo trattenere visto l’incredibile miglioramento?

Non puoi mai sapere cosa accadrà durante il mercato estivo. Con Darius ci siamo mossi con largo anticipo, già a febbraio, per provare a confermarlo con una formula che lasciasse comunque a lui la libertà di valutare eventuali proposte di livello superiore e la possibilità anche di avere un profitto per entrambi dopo due anni di investimento reciproco. Purtroppo non ci siamo riusciti perchè il giocatore ha preferito non cogliere la nostra proposta ed esplorare il mercato a fine stagione. Alla fine ha trovato una collocazione di prestigio e siamo felici per lui perchè lo abbiamo preso dal campionato olandese che faceva la guardia e l’abbiamo trasformato in un playmaker di alto livello.

– Un altro giocatore fondamentale in questa stagione è stato Willis: come avete scoperto un atleta così talentuoso e da quanto seguivate il suo profilo ? inoltre vorrei una sua opinione sul futuro di Derek, per lei fin a dove potrà spingersi la sua carriera?

Seguivo Derek dai tempi di Kentucky. Si tratta di un giocatore particolare ma dal potenziale enorme. Per telaio e qualità tecniche è un giocatore per i livelli piu’ alti, Euroleague e NBA, puo’ giocare ovunque. Ha necessità solamente di sistemare un paio di cose e poi è pronto per il grande salto.

– Un discorso simile può essere fatto per Perkins che, prima di venire a Brindisi, giocava in un campionato spesso sottovalutato e poco considerato. Come lo avete scovato e quante squadre erano su di lui prima che voi lo portaste qui?

Anche per Perkins vale il discorso di Willis, lo seguivo sin dai tempi del college a Buffalo, dal suo secondo anno universitario.

Quante squadre c’erano sul giocatore non ne ho idea ma comunque credo pochissime in quanto aveva giocato qualche mese in Giappone, non proprio la crème.

– Oltre ad un eccezionale lavoro di scouting state facendo crescere anche molti giovani italiani, in questa stagione ad esempio Visconti e Cattapan; come riuscite a portare avanti entrambi questi aspetti valorizzando sia stranieri che italiani?

Paradossalmente con gli italiani è più difficile l’opera di convincimento.
Mentre gli americani li trovo più “affamati” e meno attenti a che tutto sia perfetto, per gli italiani occorre creare loro una sorta di “comfort zone” all’interno della quale possano trovare serenità e le giuste motivazioni per poter lavorare. Diciamo che non si tratta di un segreto ma di adattarsi alle caratteristiche culturali dei singoli.

– Per quanto riguarda il futuro come sarà possibile costruire nelle prossime stagioni una squadra completa e competitiva dopo quella di quest’anno, a fronte anche degli eccellenti risultati ottenuti in questa annata, nonostante le partenze?

Ripartire da zero, ormai, è diventata una consuetudine, quindi se vogliamo possiamo dire che siamo abituati e non ci scomponiamo. Non possiamo sapere quanto potrà essere competitiva la squadra del prossimo anno perchè dipende da troppe variabili che al momento mi sfuggono perchè è prestissimo per il nostro mercato. Allo stesso tempo dobbiamo dimenticare in fretta la meravigliosa stagione appena conclusa perchè sarebbe da stupidi poter pensare di ripartire da lì.
Sarà un nuovo percorso con nuovi giocatori e dovremo trovare la chiave per renderla stimolante sia internamente che esternamente.

– Lei ha vinto per due stagioni il premio come miglior dirigente dell’anno e riesce, scandagliando anche i campionati meno considerati, a portare in Italia grandi talenti, come Harrison, Perkins e Willis guardando solo questa stagione.
Quali sono gli aspetti più duri del suo lavoro nell’individuare talenti e nel trattare, poi, con i giocatori e i loro agenti?

La cosa piu’ semplice è individuare il talento. In quello sono capaci tutti. Io vengo da una famiglia di appassionati di basket e persino mia madre ogni tanto mi segnala un giocatore e mi dice di guardarlo perchè secondo lei ha talento. Ricordo che anni fa mi disse che le piaceva Kuzminskas…e aveva solo 18-19 anni ma già si intravedeva il suo potenziale. La cosa piu’ complicata è il saper contestualizzare il giocatore, essere in grado di “incastrarlo” con gli altri componenti della squadra, sia a livello tecnico che culturale. In questo serve sensibilità, passione, curiosità e anche molta fortuna.

– Dopo tanti anni di lavoro con Vitucci tra voi due deve esserci molta intesa soprattutto negli aspetti legati alla costruzione della squadra.
Come avviene questa fase? inoltre la sua conferma può essere vista come un segnale di continuità tra questa e la prossima stagione?

Con Frank c’è un rapporto di grande fiducia e stima reciproca per i ruoli che ricopriamo. C’è inoltre una grande affinità nell’affrontare molte situazioni e questo ci aiuta inevitabilmente nella quotidianità. D’estate io gli propongo già delle liste ristrettissime di nomi che potrebbero fare al caso nostro poi, insieme, valutiamo. Mentre durante la stagione Frank fa l’80% del lavoro sui giocatori perchè occorre allenarli, d’estate le parti si invertono perchè si mette sul tavolo tutto il mio lavoro e le mie conoscenze.
La mia conferma e quella di Frank sono un grandissimo segnale da parte del club. Il presidente Nando Marino crede fortemente nella struttura e nelle persone perchè mentre i giocatori passano, la struttura rimane e fa crescere tutto l’ambiente.

d.vennarini
Diego nasce il 10/02/2000 a Pesaro. Fin da quando è solo un bambino coltiva la sua passione per la scrittura e per lo sport. Il suo obiettivo è quello di trasformare queste sue passioni in un vero e proprio lavoro. Al momento scrive per Dunkest e Backdoorpodcast.