Sporting Club JuveCaserta in A2, versione “Ritorno al Futuro”

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Per chi ha vissuto la gloria della JuveCaserta, gli anni di Oscar e della finale col Real di Drazen, quelli dello scudetto di Gentile, Esposito, Dell’Agnello e Shackleford, il Palamaggiò è un luogo magico, una fortezza della solitudine in cui rifugiarsi, in cui rimirare – se si preferisce – il passato senza ripensare ad un presente che di lucente ha ben poco. Quando però si cade e spesso si tocca fondo, le ragnatele del tempo che coprono quegli angoli del palazzetto dei 100 giorni, e si annidano nella bacheca tra quei trofei così gloriosi sono una pesante zavorra che bisogna portarsi dietro, in un rimestarsi di un passato che ha una sola certezza: il fallimento del 1998, solo 7 anni dopo lo scudetto della Phonola, e la “sparizione” dai palcoscenici di area Fip del 2015. con Caserta che, nelle parole dei massimi esponenti della federazione, “gettava fango sul movimento” con una gestione del parco giocatori e dei costi che non era razionale. Tali critiche – desunte poi dalla Com.tec e accertate – erano ben fondate, ma solo 4 anni dopo, l’ecatombe che prende in rapida sequenza Avellino, Torino, Siena, Reggio Calabria e che rischiava una slavina ben più grossa per altre piazze, fa capire che il peso dato a quelle parole fu eccessivo. Se è pur vero che la società bianconera aveva sbagliato qualcosa nella propria gestione, non era l’unica “Isola dei cani” – citando Wes Anderson – in cui confinare il germe del male. Ad oggi, le cose sembrano essere diverse, ma i corsi ed i ricorsi storici, tra passato e presente, sono davvero ficcanti.

LA CHIMERA DELLA SERIE B…

Solo la Juve primordiale era stata capace di vincere, per due volte in tre anni, il campionato di Serie B, querllo dove più che il talento vede primeggiare il cuore e la voglia dei giocatori. Caserta ha mal digerito la categoria già nell’anno di grazia 2004/2005, quando una squadra ambiziosa, che si leccava le ferite del sanguinoso 1998, acquisiva il titolo sportivo del Basket Draghi Castelletto sopra Ticino per riconquistare un campionato di A2, svanito, nonostante gli investimenti importanti, contro la Junior Casale Monferrato con un 101-91 senza storie. I bianconeri non meritarono la promozione sul campo, ma in tre anni costruirono le basi per la promozione in quel di Jesi con Randy Childress in cabina di regia e Fabrizio Frates in panchina.  Impossibile non parametrare tutto con la scorsa stagione, anno di grazia 2018/2019. Dopo aver comprato il titolo sportivo di Venafro, e senza che si sia palesato il gruppo imprenditoriale investitore  davanti al quale c’è l’AD Antonello Nevola, Caserta riparte con una nuova società, lo Sporting Club, dalla Serie B, dopo un anno di assenza dai parquet dal giorno di una salvezza amara sul campo. La squadra è costruita per dominare il campionato, in regular season ne perde solo tre, ma quando conta, Coppa Italia prima, primo turno playoff poi, cade e sprofonda in un baratro di incertezza e sconfitta. Un eco senza ritorno. Le giocate di Bonfiglio, le triple di Zampolli, in maglia di una Nardò qualsiasi, relegano la città vanvitelliana del basket in un cono di ombra da cui sembra impossibile risalire.

LA COM.TEC TOGLIE… LA COM.TEC DA’

Non era andato bene il primo anno, si stavano provando a creare nuove basi. Ritorna Nando Gentile. in veste di coach per la nuova stagione e, nonostante le tante critiche, esce allo scoperto con un ruolo individuato Raffaele Iavazzi come presidente della società. Questo punto in particolare, merita attenzione particolare, in quanto la scissione e l’allontanamento dalla squadra di una parte della tifoserie è il dato strettamente soggettivo, per cui questi tifosi non riescono ad accettare che la stessa persona che era a capo delle operazioni al momento del crack 2015, possa essere lo stesso che ora sta cercando di ricreare qualcosa. Questioni soggettive a parte, Iavazzi rappresenta comunque la continuità di Caserta da troppi anni a questa parte e alternative imprenditoriali, nonostante le tante chiacchiere tipiche della città campana, non ve ne sono. Ed ora, dopo la sconfitta, dopo la richiesta di wild card disattesa, ecco che – grazie alla lungimiranza di Antonello Nevola nel versare la fideiussione di 13 mila euro per la “speranza” di ripescaggio, e a Cento si mangiano ancora le mani – la Com.Tec, proprio l’organo che l’aveva esclusa, rimanda Caserta in quello che non è il Paradiso, ma è sicuro un purgatorio di attesa, ossia la A2. Una soddisfazione che sarà completata fra tre giorni quando, dopo la verifica della documentazione che la società – tramite apposito comunicato – ha dichiarato di aver già predisposto e consegnato all’organo di controllo.

SAME OLD STORY & MARKET-PLACE

Categoria a parte, Caserta in A2 fa un salto nel vuoto non indifferente. Premesso che comunque anche nella passata stagione, le spese hanno sfiorato il milione di euro (ed in questo incide e non poco la gestione del Palamaggiò) e quindi il budget più o meno dovrebbe attestarsi su quelle cifre, al momento lo Sporting Club JuveCaserta non ha uno sponsor, visto che Decò-Gruppo Multicedi, che l’anno passato aveva ben messo il suo nome su ogni logo, anche nel palazzo dei 100 giorni intitolato al Cavaliere, ad oggi non ha confermato ancora la sua partnership. Da ultimi rumors, sembra che questa promozione stia facendo da viatico e la firma si attende a breve: una boccata d’ossigeno anche perchè si deve ricreare e ripensare un roster. Essendo inoltre in un certo ritardo sulle tabelle di marcia solite, l’AD Nevola, assieme a coach Nandokan, che avevano iniziato a comporre un roster importante per la B, con le firme di ottimi giocatori di categoria, ora si trovano ad un salto di categoria non indifferente. Più che il contesto tecnico, la vera grana sarebbe quella di far accettare a giocatori che venivano per giocare 30 minuti a gara il ruolo di comprimari, visto che nel secondo campionato nazionale è vero che gli italiani fanno la differenza, ma ci vuole esperienza e ci sono anche gli stranieri da inserire. Nel tempo di transare, decidere chi tenere o chi cedere, il mercati ha già infiammato l’ambiente. Se la notizia dell’interessamento della Juve per Marco Cusin è stata un fulmine a ciel sereno, ma poi rivelatasi un tira e molla inutile, la firma di Marco Giuri, fresco campione d’Italia e tornato a Caserta dopo i due anni della A1, ha dimostrato che si vuole costruire una squadra competitiva. Sempre che Cusin non cambi idea,  le alternative sono Wojciechowki e Cervi (offerto ma con risposta freddina della società), al momento alle prese con problemi fisici. Per la guardia Swann sarebbe un pezzo da 90, ma anche la sua risposta si fa attendere. Meno ipotesi sull’altro Usa, che però dovrebbe essere un 4 dinamico e con tiro da fuori. Sarà gloria? Neanche la macchina del tempo del buon Doc o l’almanacco di Marty McFly potevano prevedere tali sconvolgimenti in così poco tempo.