Tonfo Milano, Cincia: “Dobbiamo reagire, fischi meritati”

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Crollo Milano: persa per 79 a 93 una partita che è sembrato non volesse mai vincere fino in fondo. Superlativa la prestazione della Dinamo Sassari trascinata da un super Cooley, 27 punti.

Partita subendo subito uno svantaggio di quattro punti, l’Olimpia Milano fatica molto nel primo quarto: tiri da oltre l’arco e semplici appoggi sotto canestro non messi a segno. Le cose, infatti, non vanno molto bene per la squadra di Pianigiani– fischiatissimo dal pubblico milanese- che chiama sul 18 a 22, ad un minuto e mezzo dalla fine del primo quarto, il primo time out. L’apporto dalla panchina del capitano Andrea Cinciarini porta grinta e freschezza all’attacco biancorosso che si porta a -3 (27-30) alla chiamata del primo time out sardo. Alla seconda chiamata del coach toscano, non solo l’Olimpia aumenta il proprio svantaggio, -7 ( 32-39), ma fatica anche nelle costruzioni di gioco, troppo prevedibile, il tutto si va ad aggiungere alla poca qualità in difesa. Nessuno dei tre centroni dei Tricolori (Tarczewski, Burns e Omic) riescono a contenere sotto canestro la forza fisica di Jack Cooley (17 punti in un tempo). Finisce dopo venti minuti di gioco 39 a 47 per Sassari.

Il terzo quarto fa come soprannome: Jeff Brooks. L’ex di giornata è determinato a vincerla e contribuisce con 6 punti, 2 assists ed un rimbalzo nella speranza di riportare la propria squadra a galla. A lungo le disattenzioni difensive hanno il proprio peso. I tanti rimbalzi difensivi non conquistati, infatti, e le triple a campo aperto concesse a Sassari hanno contribuito e non poco alla lenta discesa dei campioni d’Italia in carica, che toccano addirittura il -16 (71-87) di svantaggio. Finisce 79 a 93 per la Dinamo.

Si è vista una Milano appesantita, stanca e poco determinata: sarà stata la batosta dell’eliminazione dall’Eurolega o c’è dell’altro?

A parlare ai nostri microfoni capitan Cinciarini:

 

Il problema? Oramai è visibile agli occhi di tutti: la difesa. Ci ha condizionato da inizio anno e ci sta continuando a condizionare. Dobbiamo reagire, non in questo modo. I fischi sono meritati perché in campo bisogna metterci tutto quello che ognuno ha. Personalmente io conosco una sola via per uscire da questo periodo e questo è il lavoro. Martedì ci chiudiamo in palestra. Ora, ogni squadra viene qui con la consapevolezza di vincere. Questo, prima, non succedeva. Abbiamo ancora cinque partite prima dell’inizio dei Play Off ed in questo periodo dobbiamo mantenere il primo posto.  Con i Play Off di Eurolega si può considerare questa stagione deludente? Ce la siamo giocata fino all’ultimo, io credo che abbiamo fatto enormi passi in avanti, consapevolezza di non aver giocato per un lungo periodo con uno dei migliori centri dell’Eurolega, Gudaitis, ma c’è delusione. Bastava una vittoria su cinque partite. Non solo non ci siamo riusciti, ma abbiamo anche subito troppi punti. Ritorniamo sempre punto a capo: la difesa rimane il nostro tallone d’Achille. La difesa è la parola d’ordine. Non c’è stata per tanti mesi anche se all’inizio c’era più freschezza, qualità e coprivamo le nostre lacune difensive con l’attacco. Ora, anche quest’ultimo comincia a vacillare. L’unica cosa che ora possiamo fare è chiedere scusa ai tifosi e chiuderci in palestra a lavorare. Spogliatoio spaccato in due? Non voglio rispondere, scusa!

 

Mediolanum me genuit, Sidrianum me aluit sed orbis mea domus est. Diplomato presso il Liceo Classico Salvatore Quasimodo, ora matricola dell'Università Cattolica di Milano in Economics and Management. E se la sorte non ti dota del talento dei più grandi cestisti, trova un'alternativa per scendere anche tu in campo: intervistali!