Torneo NCAA 2021: la guida alle Sweet Sixteen

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Photo: Gonzaga Basketball

Come da copione, la prima settimana del Torneo NCAA 2021 ha regalato emozioni, upset, sorprese e delusioni. Ne parleremo, ma oggi è sicuramente più utile guardare avanti, alle Sweet Sixteen. 8 partite da giocare nel weekend, con le vincitrici che arriveranno a un passo dalla terra promessa, dal sogno di ogni ragazzino che cresce negli States, le Final Four.

 

GONZAGA-CREIGHTON

I Bulldogs sono una macchina da guerra, e sinceramente appare complicato anche solo immaginare una loro sconfitta a questo punto. Non saranno i Bluejays a fermare Drew Timme e compagni, semplicemente non hanno le armi per farlo. Marcus Zegarowski è un ottimo prospetto, e al contrario di suo fratello (Michael Carter-Williams) è in grado di segnare dalla lunga distanza. Il problema è che Gonzaga non ha mostrato il minimo punto debole fin qui, coach Few ruota 7 giocatori che si incastrano a perfezione.
Guardando il tabellone, probabilmente  Drew Timme e compagni incontreranno qualche problema in più contro la vincente della prossima sfida di cui parleremo. 

 

USC-OREGON

I Trojans hanno demolito Kansas sembrando quasi troppo belli per essere veri. In particolare, sarà difficile replicare il 57% dal campo ed il 61% da tre del successo sui Jayhawks. La difesa invece è di quelle che concedono poco sotto canestro (41% da due in stagione, primi in Division One), grazie all’atletismo e la mobilità dei fratelli Mobley, Evan e Isaiah. Il primo, candidato per la prima scelta assoluta nel prossimo Draft, ha cambiato passo in postseason, con circa 20 punti, 10 rimbalzi, 3 assist e 4 stoppate di media tra Torneo  Pac 12 e March Madness. Qui li vediamo in azione contro Kansas:

Dall’altra parte i Ducks, che dall’arrivo di coach Altman tendono sempre a trovare la forma migliore quando conta di più. Nella netta vittoria sulla quotata Iowa Chris Duarte e compagni hanno subito la furia di Luka Garza, ma hanno chiuso ogni spazio sul perimetro, utilizzando diversi tipi di difese. Con grinta, forza fisica e mobilità sono riusciti a colmare il gap in termini di centimetri. Nel derby Pac 12 con USC sarà necessario ripetersi.

 

MICHIGAN-FLORIDA STATE

I Wolverines sembrano il seed n.1 più attaccabile, a causa dell’infortunio di Isaiah Livers. Parliamo di uno dei leader del team, nonché tiratore scelto del gruppo. Contro LSU è stato Chaundee Brown a sparigliare le carte uscendo dalla panchina, ma coach Juwan Howard avrà bisogno di un Hunter Dickinson al massimo per contrastare l’atletismo e la cattiveria agonistica dei Seminoles. Stesso discorso per Franz Wagner, altro prospetto NBA dei Wolverines, ala versatile e ricca di talento che però a volte tende ad estraniarsi dalla partita. 

Florida State è più o meno quella di sempre sotto la guida di coach Hamilton, ovvero grintosa, forte a rimbalzo d’attacco, con tanti atleti intercambiabili e abituati a lottare. Non manca però il talento, a partire da Scottie Barnes, fisico da ala/centro ma istinti da playmaker, un muro in difesa contro diversi tipi di avversari. 

 

UCLA-ALABAMA

Al suo secondo anno in panchina, Coach Cronin ha già trasferito ai Bruins il DNA che aveva reso la sua Cincinnati una delle squadre più rognose da affrontare. Via i tanti liceali carichi di hype ma poveri di sostanza, dentro gente con voglia di combattere a dare sempre il 100%. L’uomo chiave è il playmaker Tyger Campbell, leader che ama coinvolgere i compagni, ma la star del momento è l’ex Kentucky Johnny Juzang, 22.3 di media con ottime percentuali nelle 3 partite vinte nella March Madness. L’esterno sophomore dovrà necessariamente ripetersi per dare ai Bruins la possibilità di superare i Crimson Tide. Gli uomini di Nate Oaks hanno talento ed esperienza, riescono a non dare troppi riferimenti alle difese avversarie avendo tante armi che a turno assumono un ruolo centrale. Il tuttofare Herb Jones, eletto Player of the Year della SEC, è il primo a non disdegnare il lavoro sporco, sul perimetro i vari Jahvon Quinerly (ex Villanova), Jaden Shackelford  e John Petty (futuro 3 and D in NBA) sono le certezze, ma va tenuto d’occhio anche il freshman Joshua Primo, guardia con ottime prospettive. Alabama ha vinto in tutte e 12 le occasioni in cui il diciottenne canadese  ha raggiunto la doppia cifra.

 

VILLANOVA-BAYLOR

Inutile girarci intorno, l’assenza di Collin Gillespie ci priverà di una sfida potenzialmente fantastica. I Wildcats hanno sconfitto Winthrop e North Texas appoggiando il gioco su Jeremiah Robinson-Earl, che ha totalizzato 40 punti e distribuito ben 12 assist a fronte di 2 sole palle perse. Ora però si sale di livello, per quanto mostrato fin qui i Bears sono i principali antagonisti di Gonzaga per la vittoria finale. Il trio composto da Jared Butler, MaCio Teague e Davion Mitchell è ormai abituato a dominare sui due lati del campo, a terrorizzare i pariruolo che affronta. La loro intesa è totale, forgiata dalle 50 vittorie messe insieme nelle ultime due stagioni. Coach Drew può contare anche sulla grinta e la difesa di Mark Vital, dalla panchina occhio al contributo di Matthew Mayer (17+6 contro Wisconsin) e Adam Flagler, due cecchini che aggiungono ulteriore potenza di fuoco all’attacco dei Bears.