Tre domande sulla stagione 2020/21 del college basket

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A meno di colpi di scena, a questo punto tutt’altro che da escludere, il  25 novembre dovrebbe iniziare la stagione 2020/21 del college basket. Sarà un’annata strana, senza un campione in carica, e apparentemente senza squadre da battere. A pensarci bene, potrebbe essere la volta buona che una Cinderella arrivi fino in fondo, a tagliare la retina del Lucas Oil Stadium di Indianapolis il 5 Aprile 2021, giorno in cui è in programma la finale del Torneo NCAA 2021.
In attesa della prima palla a due, ecco 3 domande su alcuni degli innumerevoli temi che caratterizzeranno la corsa alle Final Four.

FAVORITA???

Ecco, come detto non c’è una squadra sulla carta nettamente superiore alle altre. Per diversi motivi, e ne parleremo, le varie Duke, Kentucky e North Carolina non convincono fino in fondo.
Meglio virare verso altri lidi, dove magari ci sarà meno potenziale, ma tante certezze in più.
Pensiamo a Virginia, dove c’è anche un pezzo di azzurro grazie a Tomas Woldetensae, guardia mancina protagonista nel momento migliore dei Cavaliers, 40/101 da tre nei primi due mesi del 2020.

La ormai leggendaria ‘pack line’ defense di coach Bennett è la certezza di cui parlavamo prima. Anche in una stagione di rebuilding dopo gli addii direzione NBA di Hunter, Guy e Jerome, i risultati hanno superato le aspettative, con quella che era di gran lunga la miglior difesa in Division One -85.1 punti x 100 possessi-. 

Nel 2020/21 Bennett potrà contare finalmente su Sam Hauser, ala ex Marquette con il canestro nel sangue. Lui, il talentuoso ma discontinuo Jay Huff e il solidissimo playmaker Kihei Clark cercheranno di ‘mettere a posto’ l’attacco, occhio anche al contributo dei freshman Reece Beekman e Jabri Abdur-Rahim -figlio di Shareef-.

Poi c’è Gonzaga, una vera multinazionale dei canestri con il prospetto NBA Jalen Suggs che potrebbe essere il vero X factor per le sorti del team di Mark Few. Anche senza Petrusev, tornato in patria a dominare l’ABA Liga in attesa del Draft, il frontcourt fa paura. Drew Timme e Anton Watson i nomi da seguire, il maliano Oumar Ballo è l’ennesimo ‘Baby Shaq’. Il francese Joel Ayayi e il tiratore Corey Kispert garantiranno solidità e talento sul perimetro.

Chiudiamo con una citazione per Tennessee. Se Rick Barnes riuscirà a gestire al meglio un gruppo che sembra quasi troppo lungo, i Volunteers potrebbero diventare il team da battere. Talento NBA in almeno 3 giocatori – il super atleta francese Yves Pons più due guardie freshman, Keon Johnson e Jaden Springer-  più solidità ed esperienza da vendere. Una ricetta che storicamente nel College Basket ha sempre prodotto ottimi dividendi…

DUKE E KENTUCKY

Intendiamoci, Coach K e John Calipari sono come loro solito sul podio nel ranking delle migliori classe di liceali in arrivo al college. Il talento non manca di certo, i fan di Blue Devils e Wildcats possono dormire sonni tranquilli.
Sul passaggio da collezione di talenti a squadra invece ci sarà da lavorare non poco

Duke potrà contare sul ‘sophomore Jump’ in primis di Matthew Hurt, stretch four con tanti punti nelle mani, e poi di Wendell Moore. Non è poco, ma non è nemmeno abbastanza per aspirare al top…Tra i 6 liceali in arrivo il più promettente è il versatile Jalen Johnson, atleta devastante di oltre due metri con visione di gioco e un jumper che va e viene. I due debuttanti con il peso specifico maggiore nella rotazione di coach K però saranno Jeremy Roach e D.J. Steward. Il primo è un playmaker esplosivo, in netta ripresa dopo un grave infortunio. L’altro è un sesto uomo da punti istantanei, con pochi cm ma tanta faccia tosta. Il College Basket è spesso terra di conquista delle guardie, sia Roach che Steward hanno ottime prospettive, ma, con il solo Goldwire in panchina, i Blue Devils avranno bisogno di un loro contributo ad altissimo livello fin dal via. Tanta, forse troppa pressione…

Kentucky invece, dal giorno in cui è stata resa nota l’eleggibilità di Olivier Sarr e Jacob Toppin, fa decisamente più paura a tutti.
Con il big man francese sotto i tabelloni i Wildcats diventano un team più completo, almeno sulla carta. Si, perché saranno ben 9 le facce nuove del gruppo, 3 transfers e 6 High schoolers. Tra questi ultimi c’è grande attesa ed altrettanta curiosità nel vedere all’opera il duo di potenziali lottery pick, B.J. Boston e Terrence Clarke. Il primo è un realizzatore che teme pochi confronti a questo livello, classe e tecnica, tutto penetrazioni al ferro e jumper dalla lunga distanza. Il secondo è un super atleta, che aiuta nella costruzione del gioco, da del tu alla palla e batte chiunque sul primo passo. Calipari, probabilmente esagerando, dice che in termini di ‘raw talent’ Clarke vale la categoria dei più quotati freshman passati da Lexington, grossi calibri come John Wall ed Anthony Davis…