Legabasket: Venezia-Trento “la rivalità” atto terzo

Venezia

Siamo al terzo atto della saga “Trento e Venezia ai play off”.
Tutto ebbe inizio due anni fa in una storica finale che vide trionfare i granata dopo sei scontri all’ultimo canestro (Bramos avrà ancora negli occhi quella tripla all’ultimo secondo in gara 5). La stagione scorsa invece i due team decidono di anticipare l’appuntamento al secondo turno e questa volta i bianconeri costringono i veneti ad alzare bandiera bianca dopo 4 combattutissime partite volando così in finale contro Milano. Cambiano le stagioni ma il denominatore comune delle sfide tra questi due team è sempre lo stesso: equilibrio e intensità; due squadre che non mollano mai e che mettono in campo una fisicità degna di una post season NBA. Analizziamo insieme dunque quali saranno i punti salienti di questa ormai già storica rivalità:

Vince la Reyer perchè…

Walter De Raffaele può contare su una squadra ormai rodata negli anni, un gruppo che si trova a meraviglia con una fluidità offensiva da prima della classe. Il potenziale offensivo e difensivo della Reyer ha davvero pochi eguali dove, almeno sulla carta, probabilmente la sola Milano può tenere testa al talento di giocatori come Daye, Haynes, Bramos e Watt. Un altro punto di forza di Venezia è sicuramente la profondità del roster che permette ai granata di poter tenere alto il livello della sua pallacanestro anche con gli uomini che subentrano dalla panchina. Quale può dunque essere il limite di questa squadra? Se proprio dobbiamo trovarne uno possiamo prendere spunto dagli scorsi play off dove la Reyer a in alcuni frangenti ha subito la maggiore solidità psicologica ancor prima che fisica dei Trentini. Ci sono stati momenti di gara in cui il nervosismo ha offuscato la classe dei singoli (Daye in primis) permettendo così agli avversari di portare a casa la serie. Se Venezia si dimostrerà una squadra cinica e consapevole dei propri mezzi, il passaggio del turno per Stone e compagni non dovrebbe essere particolarmente in discussione.

Vince l’Aquila perchè…

I cambiamenti in termine di roster per Buscaglia, rispetto alla scorsa stagione, sono stati decisamente di più con la partenza dei due giocatori simbolo della finale scudetto: Dominique Sutton e Shavon Shields. La loro partenza ha sicuramente lasciato il segno costringendo Trento ad una rincorsa per un posto play off durato tutta la stagione dopo un traumatico inizio. Sarà dunque da vedere se i ragazzi di Buscaglia si presenteranno in campo con il fiato corto dopo uno sforzo così importante e con delle rotazioni abbastanza limitate o se si ripeterà il copione visto negli ultimi due anni dove la crescita dei singoli è proseguita anche dopo la stagione regolare. L’ arma principale su cui  Trento può fare affidamento per accedere al secondo turno è lo spirito di squadra: Forray , Craft e tutti gli altri hanno dimostrato di saper sempre far fronte alle difficoltà uscendone spesso addirittura più rafforzati e determinati anche, se non soprattutto, contro squadre più forti e più quotate.