Trieste so far: dopo un inizio lento, una buona reazione.

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Non è stato un inizio di stagione facile per Trieste, che si è ritrovata 0-4 subito, anche se con l’attenuante di aver incontrato 3 delle squadre più in forma del campionato nelle prime giornate, ma che poi si è ripresa con due vittorie consecutive inaspettate contro Napoli e Sassari. Ora le voci di un possibile approdo di un fondo di investimento che possa rilevare la società e il possibile inserimento di esterno nelle rotazioni, fanno sperare che la squadra trovi il suo equilibrio definitivamente e inizi a portare avanti la sua pallacanestro con fiducia e continuità.

Dal Mercato Estivo…

Offensivamente dal mercato la squadra si è ritrovata con molti giocatori americani con punti nelle mani: Gaines, Pacher, Bartley sono stati nella loro carriera prima o seconda opzione difensiva, sia al college, sia successivamente. Lo stesso Davies ha punti nelle mani, quindi da quel punto di vista le preoccupazioni dovevano essere minori.

Gli italiani invece dovevano essere degli specialisti, con Bossi a liberare Davies da eccessivi minuti in regia, con Campogrande giocatore di connessione (eventualmente con tanti minuti senza tirare), Vildera come giocatore di fatica, Lever più talentuoso, che avrebbe dovuto (prima dell’infortunio, dal quale si è ancora ripreso completamente) permettere al roster di essere più versatile dal punto di vista offensivo.

Dal punto di vista difensivo invece si prospettava un cantiere, dato che la maggior parte dei giocatori a roster non avevano / hanno caratteristiche difensive ben definite. L’unica chiave abbastanza chiara era quella di aver preso Spencer (al posto di Fayne) per proteggere il ferro e assicurare rimbalzi.

 

Le prime giornate

Certo, con il budget di inizio anno le scommesse sono state tante e la partenza molto lenta non hanno aiutato l’ambiente, che si è ritrovato una grandissima pressione addosso.

Ma ci si aspettava che la grandissima competenza dello staff tecnico, guidato da Legovich e con un mago della difesa come Maffezzoli, riuscisse ad ingranare abbastanza velocemente. La cosa che ha lasciato un po’ perplessi soprattutto i tifosi è stata la mancanza di resilienza in alcuni quarti quarti nei quali la squadra ha completamente lasciato andare la partita senza lottare come ci si sarebbe aspettati da una squadra di Trieste, che dovrebbe avere questa come caratteristica principale, soprattutto difensivamente.

Invece si è visto come alcuni giocatori non avessero nel proprio DNA alcune caratteristiche specifiche da difensori e che fosse necessario lavorare in palestra per diverse settimane prima di iniziare ad intravedere le caratteristiche della difesa di squadra che potessero nascondere alcuni dei difetti del roster. Il lavoro in palestra alla fine sembra stia dando i primi risultati.

 

Il cambio di passo?

Dopo aver provato già nelle prime giornate molti aggiustamenti e molte varianti offensive, il cambio di passo è arrivato nel secondo quarto di Napoli, quando una Gevi in vantaggio in doppia cifra ha perso il bandolo della matassa, anche grazie ad alcune scelte molto nette dello staff di Trieste. Già alla quinta partita di campionato la decisione è stata quella di tagliare le rotazioni all’osso e lasciare in campo più di 30 minuti gli americani. Dopo poche partite Trieste è quinta per punti del quintetto e terza in percentuale.

Trieste punti quintetto

Questa soluzione è stata adottata anche nella partita contro Sassari, con buoni frutti.

Il maggior atletismo degli americani ha infatti consentito di coprire meglio i difetti difensivi del roster e ha dato ad alcuni la possibilità di esprimersi meglio, anche con compiti offensivi molto più chiari.

Inoltre, Bartley e Spencer sono saliti di tono fisico, e a Bartley è stato demandato molto di più il ruolo di scorer, mentre Davies si è concentrato soprattutto sulla parte difensiva e sulla creazione di gioco per i compagni.

Sicuramente le scelte nette hanno anche aiutato a creare delle gerarchie un po’ più chiare tra i tanti giocatori americani con punti nelle mani, che all’inizio si sentivano anche un po’ meno coinvolti in attacco (tra quelli meno coinvolti nelle prime uscite c’era sicuramente Pacher).

A farne le spese sono stati soprattutto De Angeli e Bossi, che hanno visto i minuti ridursi enormemente e per i quali ancora il salto di categoria non si è dimostrato semplice.

Il rovescio della medaglia sono gli oltre 30 minuti di quasi tutti gli americani, che rischia di creare un problema importante a livello di tenuta fisica a lungo andare in campionato.

I numeri

Entrando un po’ piu’ nel merito, a livello di squadra Trieste è ultima da tre (31.2%) e penultima nei punti da transizione (5.8 ppp), mentre è quarta per rimbalzi a partita e terza nei rimbalzi offensivi, grazie sopratutto a Spencer, ma poi anche a Pacher e Vildera. In particolare il prodotto di San Diego, oltre ad essere terzo rimbalzista in LBA (8) è secondo nella classifica dei rimbalzi offensivi (3.7) ed è anche secondo per stoppate (1.7).

In attacco sono Bartley e Gaines a farla da padroni (quinto e sesto), con Davies ottimo assistman (terzo):

Per quanto riguarda le situazioni di attacco, è il pick&roll la scelta principale per andare a canestro, sia con handler (Trieste è prima in LBA col 26% dei punti realizzati dall’handler del P&R), sia con roller (quarta, 11% dei punti) . Gaines e sopratutto Bartley sono produttivi da pick & roll, mentre Bartley è molto efficiente negli isolamenti (primo in LBA), dove sta performando sopratutto in penetrazione o arresto e tiro dalla media:

Bartley

In futuro la situazione di gioco sulla quale lavorare di piu’ è la transizione. Assicurare qualche punto facile in piu’ potrebbe consentire di essere un po’ meno dipendenti dalla buona serata dei due top scorer.

Prossimi mesi

Come detto, dal mercato ci si aspetta una migliore distribuzione dei minuti tra gli esterni, consentendo delle rotazioni non così corte come visto nelle ultime due vittorie.

Si parla di Ruzzier, a farne le spese potrebbe essere Bossi, che non si è adattato abbastanza velocemente al salto in LBA?

Ad ogni modo col passare delle settimane e la maggiore conoscenza reciproca e delle richieste dello staff, la squadra non potrà che migliorare la condizione e l’affiatamento: queste due vittorie, soprattutto per la maniera in cui sono arrivate, lasciano ben sperare per il futuro.