Trofeo Lombardia: Milano-Varese da tanti a pochi con espulsione

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E’ stato un Trofeo Lombardia che ha riservato pochissimi spunti veri sul campo da gioco. Troppa la differenza tra Milano e Varese. Anzi, abissale, almeno in questo momento. Match che si chiude in pratica sul 16-0 iniziale per i milanesi: primo break e la coppa va finisce già nelle manone di Kyle Hines (nella foto Alberto Ossola le due squadre dopo la premiazione). Concentriamoci allora su alcuni sensazioni.

Con il ritorno in panchina di Ettore Messina i milanesi lasciano in valigia le infradito del Torneo di Cagliari e giocano sul serio sin dalla prima palla a due. A riposo gli infortunati Shields e Pangos, senza i nazionali Voigtmann (impegnato con la Nazionale tedesca) e Tonut, Datome, Ricci, Melli e Biligha (campo invece per l’applauditissimo Baldasso), Milano mostra già un convincente impianto di gioco. Manca la creatività di Pangos dal palleggio, ma sotto canestro i muscoli di Davies (MVP della manifestazione), Hines e Thomas fanno letteralmente il vuoto contro la fanteria giapponese di Varese. E nei pochissimi momenti di empasse ci pensa Baron a trapanare da oltre l’arco.

L’insostenibile leggerezza dell’essere di Varese ha preoccupato (e non poco) i tifosi. Vero, mancava ancora il lungo titolare Owens, con Reyes appena arrivato dopo la parentesi estiva in canotta Porto Rico e capitan Ferrero out per un colpo subito a Cagliari. Però se non difendi, se non corri e se non segni mai da fuori (1/14 da 3 nei primi 20’ con un buzzer beater di De Nicolao sulla sirena dell’intervallo, alla fine sarà comunque un pessimo 3/21 con doppia bomba finale di Jaron Johnson) diventa durissima. Ora l’Openjobmetis si misurerà a Trento contro la Tezenis Verona e un’altra squadra tra la Dolomiti Energia e la Gevi Napoli. Test decisamente più alla portata. Poi Luis Scola dovrà decidere se proseguire sul 5+5 oppure aggiungere qualcosa.

Prime sensazioni. Minus: Colbey Ross ad ora non vale Marcus Keene (capocannoniere dell’ultimo campionato) e Siim-Sander Vene non è stato sostituito. Plus: gli unici sprazzi convincenti sono arrivati quando sul campo c’era l’atletismo e la fisicità di Reyes, De Nicolao e dei giovani (e sempre più convincenti) Librizzi e Virginio. Quindi il progetto è ok, ma l’obiettivo dichiarato della vigilia, i playoff, sembrano difficilissimi da raggiungere con questa formazione.

A tutto ciò si aggiunge l’espulsione sul finire del primo tempo di Markel Brown. All’ex Anversa è stato sanzionato prima un antisportivo e poi un tecnico, quindi la somma fa il doppio pugno alzato dagli arbitri sotto il naso. Nervosismo? Più che altro è sembrata frustrazione di Brown davanti alla soverchiante superiorità di Milano. Fa un po’ sorridere una espulsione al Trofeo Lombardia e infatti il capitano di giornata Woldetensae è andato a spiegarglielo. In questo, in fondo, forse, ci potrebbe però essere un pizzico di buono: Markel Brown non accetta di farsi prendere a pallate dagli avversari. Certo, non aiutare i compagni sul campo è il classico tacòn che è peggio del buso.

Queste le dichiarazioni di coach Matt Brase (Openjobmetis) ai giornalisti varesini al termine del match.

E’ stato un test importante contro una squadra molto fisica. E’ chiaro che loro hanno avuto ottimi vantaggi nel pitturato, dove hanno sfruttato la fisicità di Davies, Thomas e Hines. Sono però contento dell’approccio della squadra. Mi sono piaciuti tanto i giovani Virginio e Librizzi, che hanno trovato buone giocate. Sono soddisfatto del rientro di Justin Reyes: ha fatto un solo allenamento con noi, ma ci ha messo subito tanta energia. E’ stato un test che ci ha messo in difficoltà, ma non dobbiamo preoccuparci: dobbiamo andare avanti e continuare a lottare.