Gobert salva la Francia, la Turchia spreca e va ko al supplementare

Un ottavo di finale clamoroso, dove succede di tutto e la Francia si salva in maniera incredibile, superando al supplementare la Turchia (87-86) e qualificandosi ai quarti, dove affronterà la vincente di Serbia-Italia. Decide la coppia Gobert-Fournier ed il recupero di Tarpey, ma il film della partita è negli ultimi 20 secondi dei regolamentari, quando sembra finita con i turchi avanti di 2 ed un antisportivo a Luwawu-Cabarrot. Ma Osman fa 0/2 ai liberi, viene persa la palla sulla rimessa e Gobert trova il pareggio su rimbalzo in attacco. Vanificando il clamoroso terzo quarto di Tuncer.

Parte forte la Francia, con la coppia Yabusele-Gobert, mentre la Turchia non fa mai canestro e perde troppi palloni (4-13 al 7’). Arriva la doppia cifra di vantaggio con Fournier, anche se i transalpini non sono così brillanti, pur sfruttando i tanti errori degli avversari. Hazer sblocca i turchi dall’arco nel finale di primo quarto, però non c’è continuità e due giocate di Poirier valgono il massimo vantaggio (15-31 al 14’). Un nervosissimo Ataman prova a pescare dalla panchina, ruotando già tutti gli uomini nel secondo quarto, e nel finale tre triple in fila riavvicinano la Turchia con il -5 firmato Osman-Sengun, rimettendosi così in partita.

Gli uomini di Collet vanno in confusione totale, subito dopo l’intervallo, perdono palloni in serie, non fanno punti per oltre 7 minuti ed un clamoroso Tuncer ribalta la partita. Il numero 19 punti mette un irreale 6/6 dall’arco, di cui l’ultimo da lontanissimo, e la Turchia piazza un parziale di 19-0 con cui rimonta, riaggancia e scappa (57-49 al 30’). Luwawu-Cabarrot sblocca la Francia ed arriva un 7-0 per riportare tutto in equilibrio ad inizio ultimo quarto ed è volata finale (72-71 al 38’). Dove succede di tutto, la Francia si salva e si va al supplementare. Con Gobert e Fournier a decidere, assieme alla persa di Korkmaz nei secondi finali, facendo esultare i francesi.

Fabio Cavagnera
Fabio Cavagnera
Lo sport ed il basket sono da sempre la mia passione, diventati poi il mio lavoro, da ormai il lontano 1998 (eh già, sono quasi tra gli 'anziani'). E Backdoor Podcast lo ritengo un mix tra passione e qualità.