Tyler Cain: “Faccio piccole cose che possono fare grandi differenze”

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Tyler Cain

Tyler Cain, centro della neopromossa Derthona Basket, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Backdoor nella quale ha descritto questa stagione e le esperienze precedenti della sua carriera, ma anche il suo ruolo da leader e giocatore esperto all’interno della squadra e ci ha raccontato i suoi futuri obiettivi.

– Un tuo pensiero su questa prima metà di stagione e su come è stata fino ad ora la tua esperienza in una squadra neopromossa come Tortona?

La mia esperienza con Tortona in questa prima parte di stagione è stata buona. Ovviamente ci sarebbe piaciuto vincere ogni partita, ma quello che stiamo facendo come squadra e la prospettiva futura che il club sta costruendo è stata grande finora.

– La scorsa stagione hai portato Pesaro in finale di Coppa Italia e quest’anno stai guidando Tortona tra le prime 8 squadre del campionato confermandoti leader e uno dei migliori centri del campionato. Quale è il tuo contributo in campo e fuori?

Ogni stagione cerco di essere coerente, sapendo che i miei compagni di squadra e allenatori possono fidarsi di me per fare ciò che è meglio per la squadra in qualsiasi momento.
Cerco di fare del mio meglio non solo per me stesso, ma anche per aiutare i miei compagni a fare del loro meglio facendo le piccole cose sul campo che possono fare grandi differenze.

– Tortona essendo una squadra neopromossa è un mix tra giocatori esperti come te e Wright e atleti che per la prima volta giocano in Italia: cosa hai detto loro e come li hai aiutati ad ambientarsi al meglio in Italia e nel nostro campionato?

È stata una conversazione continua durante tutto l’anno riguardo a cosa aspettarsi da questo campionato e come alcune squadre e giocatori possono giocare.
Ma soprattutto abbiamo un grande gruppo di giocatori che capiscono il basket e possono adattarsi a molte situazioni.

– Nella tua carriera hai giocato in Lettonia, dove hai vinto due campionati, in Francia e in Italia. Quali sono le principali differenze tra questi campionati? e in cosa hai maggiormente faticato ad ambientarti?

La Lettonia è stata un grande inizio della mia carriera nel basket in Europa, giocando in VTB ed Eurocup da rookie ho aperto i miei occhi in ciò che avevo bisogno di migliorare nel mio gioco, oltre a poter osservare grandi giocatori in ogni partita.
Il campionato italiano sembra adattarsi al mio stile di gioco al meglio, ma ho trovato la mia strada attraverso leghe diverse e ho visto il mio gioco adattarsi anche in paesi diversi.

– Quali sono i tuoi obiettivi, sia personali che di squadra, per questa stagione e per il futuro?

Io di solito non mi prefisso obiettivi personali. I miei obiettivi in questa fase sono orientati alla squadra. Voglio essere in un team di successo, che è più importante per me di singoli riconoscimenti.
Per quanto riguarda il futuro, mi diverto ancora a giocare e mi sento come se stessi ancora giocando ad un buon livello, ma non sto pensando troppo a ciò che verrà, sono concentrato sul presente.