Un Petrucci infervorato rincara la dose: “La LBA è deludente”

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Risale a poco più di una settimana fa l’ultima invettiva di Gianni Petrucci. Il presidente della FIP, in qui giorni, si era espresso soprattutto contro il Ministero della Salute e dello Sport per i finanziamenti non concessi al mondo del basket. Anche in quell’occasione, comunque, Petrucci si era sbottonato sulla condizione del basket italiano, tirando delle frecciatine non troppo nascoste alla Lega di Serie A. Oggi, in un articolo uscito sul Corriere dello Sport, il presidente ha deciso di rincarare la dose.

È un Petrucci sul piede di guerra, quello che si presenta nell’articolo di Andrea Barocci. Una guerra che va avanti da più anni, a dire la verità, e di cui questa rappresenta soltanto l’ultima battaglia. Il presidente della FIP non sempre è stato lusinghiero verso il basket italiano in questi anni, tutt’altro. Ma la cosa che stupisce più di tutte è il suo tentativo di scrollarsi di dosso più responsabilità possibili, come se questo momento negativo non dipendesse anche da lui. Questa, infatti, è la sensazione maggiore che arriva dalle sue parole di apertura, in cui Petrucci ci tiene a precisare la differenza e distanza tra FIP e LBA.

Desidero precisare che laFederazione è la titolare di tutta l’attività sportiva. La Legabasket non è come la Lega Calcio, che è organo. Le nostre leghe agiscono su delega della Fip, la quale provvede ad affiliazioni, iscrizioni, giustizia sportiva e controllo Comtec. La Lega ha il compito di comunicazione.

Dopo aver chiarito divisione dei compiti, ecco l’attacco. Petrucci non perde tempo e va dritto al sodo, parlando di ricchezza non prodotta in questi anni da parte della Lega. Andando contro, tra l’altro, a quello che Gandini ha tenuto a precisare in questi ultimi mesi, parlando di un prodotto (quello di LBA) che ancora vale e viene venduto.

La Lega nasce per produrre ricchezza: l’ha prodotta? Non voglio valutare le scelte, ma esprimo perplessità per i risultati conseguiti. Mi riferisco all’immagine del nostro campionato, che appunto non produce ricchezza. C’è scontentezza (si riferisce ai club, ndr) in merito.

Che il prodotto non sia così popolare e che non produca abbastanza ricchezza, è una constatazione inconfutabile. Ma forse, nella sua risposta successiva, Petrucci si focalizza su un aspetto non propriamente fondamentale della questione: lo spazio sui giornali. Certo, alcune volte il basket è rifilato in sezioni minime se non proprio assenti dei maggiori quotidiani sportivi, ma la questione passa in secondo piano se si parla di un miglioramento dell’immagine del campionato. Miglioramento che passa sicuramente anche dai giornali, ma che come primo obiettivo deve avere altro. E chissà quando si capirà che un ruolo importante lo potrebbero avere anche i siti che tutti i giorni parlano del prodotto.

Un esempio è lo spazio sui giornali: la pallavolo ha la stessa attenzione del basket, a volte anche di più… Ma non voglio fare paragoni con i volley. Nell’ultimo consiglio federale ho anticipato che la convenzione con LBA avrà dei cambiamenti, visto che sarà marcata maggiormente la presenza della titolare del campionato, ovvero la Federazione.

Si profila, quindi, un cambiamento importante all’orizzonte. Ciò significherà un miglioramento del prodotto? Sarà solo il futuro a dirlo, ma vista la conduzione della FIP in questi anni non è così ovvio. La Federazione si prepara a “riappropriarsi” del campionato, intervenendo in maniera più diretta.

Investiremo sulla comunicazione: la Lega ha solo i diritti televisivi, tutto il resto è della FIP. Le avevamo lasciato altre funzioni, adesso ce le riprenderemo.

Ci sarà una maggiore presenza del marchio FIP sul campionato. E visto che la convenzione con la LBA è già scaduta, dalla prossima annata faremo in modo di far sapere ufficialmente che il campionato è della Federazione, riprendendoci una parte dei compiti.