UnaHotels Reggio Emilia, dalla difesa la forza per rialzarsi

94
UnaHotels Reggio Emilia

Il ritorno di Max Menetti sulla panchina di casa per ora non ha portato particolare fortuna. Se il divorzio da Caja, in parte inaspettato dopo l’ottima scora stagione, aveva portato al ritorno del figlio di Reggio, l’annata per l’UnaHotels Reggio Emilia non è partita come ci si aspettava.

Sia in campionato che in Basketball Champions League sono state pagate fin troppo, per ora, alcune scelte di mercato in controtendenza con quelle di tante competitor. Ovvero squadra profonda, 6+6 per reggere la BCL e tanta fisicità nelle ali, mossa quest’ultima in parte vanificata da qualche infortunio nel precampionato. Pontika, a causa di un grandissimo europeo, la via Emilia non l’ha nemmeno vista: il biglietto aereo era di un diretto Berlino-Atene. Nelle casse di Reggio è atterrato un corposo buyout, ma il problema di una sostituzione complessa era palese.

Massimiliano Menetti, per ora un ritorno dolceamaro ma con la soddisfazione della netta vittoria a Treviso, che l’aveva esonerato la stagione passata (foto: Facebook Pallacanestro Reggiana)

Reggio Emilia ha già dovuto muoversi sul mercato: via il deludentissimo Funderburk, dentro – in prova, al momento – il mezzo lungo georgiano Burjanadze, tanta esperienza in Spagna ma anche ennesimo non atleta d’élite in un roster dove questa caratteristica un po’ manca.
Finora, in LBA, la squadra di Menetti è il peggior attacco del campionato (dato che non sorprende), ma è anche la peggior squadra a rimbalzo.