Urbonas: Jasikevicius un re, Gudaitis materiale NBA, Kuz crede nell’Olimpia

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Tornano le interviste di Backdoor Podcast e oggi voliamo in Lituania per una chiacchierata con Donatas Urbonas, ovvero uno degli insider più importanti del basket baltico e non solo.
Abbiamo parlato di Sarunas Jasikevicius, dello Zalgiris, del campionato e nazionale, per chiudere con il trio di Milano Kuzminskas-Gudaitis-Kalnietis.

BD: Com’è la situazione nel campionato lituano? Lo Zalgiris è la migliore squadra, ma chi può impensierirla?
DU: L’LKL migliora di anno in anno e non parlo necessariamente del livello del basket, ma più della questione business, perché è diventata molto appetibile per i fans che vanno a palazzo. C’è un buon gruppo di sponsor e un ottimo front office, mentre dal punto di vista prettamente cestistico la differenza tra lo Zalgiris e gli altri è molto grande.
Ci sono loro, Lietuvos Rytas, Neptunas e Lietkabelis, ma al di fuori di questi nomi il campionato non ha antagoniste provanti.

BD: Lo Zalgiris è la cinderella della stagione di Eurolega (qualificata ufficialmente ai playoffs), gioca un grande basket, ma secondo te qual è il segreto?
DU: Sarunas Jasikevicius ovviamente. Ha cambiato la mentalità della squadra perchè prima partecipava con uno spirito olimpico dell’importante è partecipare ed è facile ricondurre il pensiero alle Top 16 finite agli ultimi posti. Ora tutto è cambiato perchè c’è un coach molto talentuoso che viaggia un passo avanti rispetto ai colleghi lituani, ha una conoscenza del basket unica, una grande passione e delle capacità intuitive fuori dalla norma.
Ovviamente non bisogna dimenticare la squadra, perchè questa è una SQUADRA. C’è una chimica incredibile, i giocatori sono complementari tra loro e ogni vittoria è merito del collettivo, sebbene parta tutto sempre da Saras.

BD: Jasikevicius è un re in Lituania, ma quale credi sia la sua miglior qualità da coach?
DU: Lui è assolutamente un re e alcune sue azioni sono quasi insindacabili. Ovviamente se consideriamo che lo Zalgiris sta stupendo l’Eurolega per il secondo anno consecutivo non si può dire nulla sulle sue scelte. Credo che il suo miglior pregio sia la mentalità: è un vincente, per questo richiede il massimo sforzo da tutti e questa non è una frase fatta, perchè esige la cura maniacale dei dettagli e del lavoro dei suoi giocatori per soddisfare le sue richieste.

BD: Anche la nazionale è competitiva in ogni manifestazione. Che aspettative ci sono per il futuro?
DU: Difficile da dire ora, se non la necessità di fare i mondiali 2019 con l’obiettivo di vincere una medaglia. Nelle ultime due competizioni non è andata benissimo: abbiamo fallito alle Olimpiadi e siamo stati eliminati troppo presto a Eurobasket. L’anno scorso la squadra non ha giocato male, ma ha avuto la sfortuna di incontrare la Grecia presto nei playoffs. Ora abbiamo giocatori in crescita come Valanciunas, Sabonis, Kuzminskas, Gudaitis, Ulanovas e Lekavicius che ci permetteranno di restare ad alti livelli.

BD: Le squadre lituane hanno sempre un core di giocatori del paese, credi che questa sia la chiave dei successi nazionali?
DU: Sicuramente, è importantissimo avere un gruppo di giocatori del proprio paese perché crea la chimica all’interno dello spogliatoio e fa capire ai nuovi arrivati quanto sia importante la squadra di club per il paese. Le squadre che non hanno questo core di giocatori sono molto più soggette ad ups and downs e, ad esempio per lo Zalgiris, averlo è una priorità.

BD: Per avere un folto gruppo di lituani, la scuola di basket deve produrne ogni anno. Qual è il punto di forza di questo sistema di basket?
DU: In realtà è difficile da dire perchè la nostra scuola basket potrebbe essere anche migliore, ma il fatto di avere una grande preparazione tattica aiuta molto nell’imparare i primi rudimenti in giovane età. La Lituania è famosa per questa preparazione, ma credo anche che i ragazzi siano fortunati a nascere qui perché è una terra di basket e il talento probabilmente è una questione genetica (ride ndr).

BD: A Milano ci sono tre lituani e vorrei un tuo parere su ognuno. Partiamo da Gudaitis che è un giocatore in grande ascesa, che fa sempre la cosa giusta ed è destinato a una carriera di successo.
DU: L’ho sempre visto come un prospetto da NBA: ha taglia fisica, lotta su ogni rimbalzo e ha una grande passione per il gioco. Inoltre è cresciuto un po’ tardi e per questo può ancora migliorare nelle letture sia offensive che difensive, ma credo meriti una chance dall’altra parte dell’oceano, anche se è difficile prevedere quando.

BD: Kuzminskas è un gran colpo a stagione in corso e soprattutto per il futuro. Quali possono essere le sue aspirazioni nel medio periodo e le sue idee sul ritorno in Europa?
DU: Lui voleva restare in NBA il più possibile ma era un brutto momento. Se non avesse firmato per Milano probabilmente ora starebbe giocando in NBA, ma nonostante le nubi che aleggiano sull’Olimpia, Kuz crede molto nella squadra e nella sua organizzazione. Vuole fortemente farla diventare una realtà vincente e il suo ottimismo quasi stupisce, perché è un ragazzo davvero positivo che, oltre a questo, dimostra le sue vere ambizioni.

BD: Kalnietis sta vivendo un brutto momento ed è uscito dalle rotazioni dopo essere stato importantissimo per i (pochi) recenti successi. Cosa pensi del suo presente e del suo future?
DU: La situazione di Mantas è terribile. Ha 31 anni e i suoi migliori anni sono alle spalle, quindi vederlo così è davvero triste. Gli auguro di lasciare l’Olimpia appena possibile, ma ovviamente ora la stagione è troppo avanti e soprattutto ha ancora un anno di contratto. Ovviamente se Pianigiani sarà ancora alla guida di Milano non vedo come Mantas possa vestire ancora la casacca biancorossa in futuro.

BD: Per chiudere, dacci due nomi di giovani lituani che hanno potenziale da stelle?
DU: Rokas Jokubaitis è un playmaker con grandi skills che fa parte delle giovanili dello Zalgiris e Arnoldas Kulboka perché in Lituania giocatori con quella stazza e quell’efficacia da tre punti non si sono visti spesso.