Mondiali 2019: Grecia appesa a un filo, Team USA detta legge

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USA
Fonte Fiba

La buona notizia per la Grecia arriva solo dal risultato di Repubblica Ceca – Brasile, dove la sconfitta (a sorpresa e con un pesante -22) di Barbosa e compagni lascia ancora il lumicino della speranza della qualificazione agli ellenici, finiti nel tritacarne di sé stessi contro Team USA, che domina la gara dal secondo quarto in poi, chiudendo con un sonoro 69-53 che non rappresenta forse appieno quanto bene abbia giocato la squadra dei campioni NBA.

Se la partenza ad altissimi ritmi di Papapetrou e Antetokoumpo – chiamato quasi a dimostrare alla platea cinese perché Adam Silver gli ha recentemente consegnato il titolo di MVP – permettono agli ellenici di reggere botta nel primo quarto (19-17 con 7 punti a testa per i due). La scelta di coach Popovich d’intasare l’area e concedere solo tiro da tre si rivela efficace. Solo 8 punti e tanti errori da tre per Sloukas e compagni, mentre Brown, Walker e Myles Turner aprono il solco già alla pausa lunga (38-25).

La squadra di Skoutopoulos ci prova nella ripresa con la zona match-up che ha come unici lunghi Antetokoumpo e Printezis, ma quando gli Usa fanno circolare la palla non c’è storia, la frustrazione cresce e se anche il #34 ellenico si lascia prendere dalla frustrazione sul campo non c’è storia, specie se le percentuali dalla lunga distanza non migliorano. I punti di distacco all’ultima pausa fra le due squadre sono 17, con ultimi 10’ di puro garbage time con spazio anche alle cd. seconde linee e gara che si cheta fino alla sirena finale. Sul tabellone ci sono 15 punti e 6 assist per Walker, top scorer, con Turner (8+7) e White 9 ficcanti quando serve. Per gli Ellenici 15 punti e 13 rimbalzi per Giannis Antetokoumpo, poi poco altro.

MOMENTO CHIAVE: ATTACCO E DIFESA A ZONA

Team USA ha faticato due azioni nel primo quarto con la 2-3 dei greci, poi ha deciso di evitare le problematiche della sfida alla Turchia. Si attacca la match up con grande circolazione e si cerca la giocata che non è finalizzata allo spettacolo ma alla creazione del miglior tiro ad alta percentuale. Sul piano difensivo, gli Usa intasano a loro volta l’area, sfidando la pessima serata (7/27) dalla lunga distanza dei greci. Il gioco paga i dividendi e si rivela la chiave tattica per poter permettere non solo la vittoria, ma anche e soprattutto la disputa della miglior prestazione in questo torneo per Team Usa.

MVP: Derrick White

Il giocatore degli Spurs è sempre quello che fa le piccole cose che servono. Passa, corre sui blocchi e non solo, segna con continuità, 9 punti puliti e sempre quell’extra pass che genera i buoni tiri, proprio nello stile tanto caro a San Antonio, e questo non è un caso. Il tutto, senza  prendersi i riflettori di un Donovan Mitchell o Kemba Walker, che sono la copertina della squadra. Menzione d’onore per Myles Turner, che quando vuole sa essere decisivo.

WVP: La Grecia

Difficile salvare qualcuno. Passi la pessima serata al tiro, quando Antetokoumpo spende un antisportivo di frustrazione la gara è già finita e col passare dei minuti anche i tiri buoni vengono rifiutati. Sloukas solo nel finale si sveglia, Calathes malissimo, Papanikolaou e Printezis deleteri, occorre cambiare le carte in tavola e sperare nel miracolo per lunedì.

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