Varese, Cauley-Stein e le triple che non ti aspetti | LBA GamePlan

Nella sesta giornata di Legabasket la Openjobmetis Varese ha superato a Masnago la Dinamo Sassari. In una sfida che vedeva entrambe le squadre arrivare con l’urgenza di vincere, i padroni di casa guidati da un super Cauley-Stein sono partiti meglio, resistendo poi ai tentativi di rimonta avversari. Vittoria fondamentale per i biancorossi che tornano a sorridere in campionato, mentre la Dinamo non riesce ad uscire dall’emergenza infortuni e risultati. Proviamo a capire quali sono state le chiavi tattiche più importanti della gara con il nostro GamePlan.

 

Idee chiare

Ad inizio partita i due piani gara delle squadre sono abbastanza chiari. Da un lato, Sassari cerca di liberare Kruslin e Tyree con le loro uscite dai blocchi contemporanee e un giro palla perimetrale fitto, ma le percentuali al tiro dei due rendono vani questi tentativi. Dall’altro lato invece Varese parte da un pick’n’roll centrale, con un Moretti in forma super nell’attaccare con aggressività il canestro per poi trovare lo scarico o il ribaltamento più giusto. In questo caso, invece, la scelta dei lombardi si rivela più efficace, venendo supportata dalle buone percentuali dei tiratori sugli scarichi o da un Cauley-Stein molto attivo sotto canestro. Sassari è costretta a collassare in area per cercare di coprire al meglio le penetrazioni avversarie, ma la mancanza di protezione del ferro si fa sentire. Gombauld non è propriamente un intimidatore, e l’assenza di Diop toglie un’alternativa valida per avere sicurezza in termini di verticalità.

 

Piovono triple

Varese prende il largo grazie alle ottime percentuali da tre. La squadra di Bialaszewski tenta 36 triple e ne mette a segno ben 17 in tutta la gara, il 47.2%. Cifre non casuali, ma che dimostrano la potenza balistica di questo roster nelle serate giuste. Ad aiutare il talento individuale dell’Openjobmetis da fuori area è anche la costruzione di questi tiri, in diversi casi ottima. I padroni di casa usano molto lo Spain pick’n’roll, o in alternativa fanno portare un finto blocco sulla palla da parte di un esterno che poi si apre immediatamente da tre.  Oltre questo, Varese prova a giocare ad un ritmo più alto, trovando un migliore flow offensivo e galvanizzandosi. Per spiegare la serata biancorossa da oltre l’arco basta anche solo vedere le due triple su due segnate da Cauley-Stein. Non propriamente un tiratore, l’ex NBA, che infiamma Masnago con due canestri “inusuali”.

 

Segnali di risveglio

Nel momento peggiore della gara, dopo essere stata sotto di 21 punti, la Dinamo trova una reazione molto positiva. I segnali più importanti della serata arrivano dai due trascinatori di questa rimonta quasi riuscita, ovvero Whittaker e Cappelletti. Messo in dubbio solo qualche giorno fa, l’americano risponde finalmente con una prestazione decisa, aggressiva nel corso di tutti i 40 minuti. L’ex Tezenis Verona, invece, mostra le sue qualità nel fare canestro in uno contro uno, una caratteristica che lo rende di importanza vitale dalla panchina per Bucchi. In generale un’ottima quanto attesa risposta dalla cabina di regia per la Dinamo, in termini realizzativi più che di gestione.

 

Tentato suicidio

Varese inizia l’ultimo quarto sul +9, ma nei primi minuti rischia di suicidarsi a forza di palle perse banali facendo riavvicinare gli avversari. A risolvere la situazione poi è un ottimo sprazzo di Cauley-Stein in attacco e in difesa, insieme alle triple dei vari Brown, McDermott e Moretti. Nel momento più pericoloso della gara ancora una volta sono le percentuali da tre a salvare l’Openjometis, ma la squadra di Bialaszewski non può permettersi questi vuoti mentali. Serve più precisione e capacità di rimanere mentalmente nella gara, o questi momenti diverranno sempre più presenti e fatali.

 

Asse play-pivot

Il concetto “tecnico” di asse play-pivot è ormai decisamente superato nel 2023. Tuttavia, questa espressione così tanto usata può tornare utile per parlare dei due giocatori forse più impattanti nella gara di Varese, Moretti Cauley-Stein. Il primo ormai è diventato un trascinatore e caposaldo importante di questa squadra, sia nella gestione dell’attacco che nella capacità di segnare canestri importanti in momenti delicati. Il secondo invece ha trovato la sua versione più di sostanza nella partita contro Sassari. Nessun eccesso, nessun momento di disconnessione mentale ma tanta solidità su entrambi i lati del campo. Le due triple di Cauey-Stein hanno rubato la scena, ma quello che serve a Varese sono tutte le altre cose che l’americano ha mostrato di poter portare sul tavolo.

 

 

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.