Varese e la legge di Murphy: “Se qualcosa deve andare male…”

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Varese

Ultima in classifica in Legabasket e con una situazione scontri diretti preoccupante, Varese è sull’orlo del precipizio, ne uscirà? Malgrado la matematica non abbia ancora sentenziato nulla per la Pallacanestro Varese la situazione è già al proverbiale “punto di non ritorno” e il ko casalingo contro la Fortitudo Bologna di domenica potrebbe aver affossato le speranze dei biancorossi. Un successo avrebbe voluto dire: 2-0 sulla Effe negli scontri diretti e raggiungere quota 12 punti insieme a Cantù (dove è 0-2), Trento (1-0), Cremona (1-1 ma con differenza punti a sfavore). Così non è stato e adesso per la banda di Bulleri serve un miracolo.

Troppi errori

Squadra nata male. Punto.
Già l’idea di mettere al centro del progetto un lungo di 40 anni che ha solo voglia di divertirsi, per quanto fenomenale che sia, era sbagliata. Scola è favoloso, il fatto che sia il miglior marcatore del campionato (20.4 punti) la dice lunga sull’infinito talento ed infinita classe del lungo argentino, ma non difende e devi dargli sempre due quarti interi per riposare e con lui fuori la squadra non ha identità. Il 2° errore è in cabina di regia dove Michele Ruzzier non è all’altezza della responsabilità da playmaker titolare. Non c’è stata una singola partita dove abbia fatto la differenza o non sia andato sotto contro il suo diretto avversario. Poi ci sono i casi Toney Douglas che azzecca una partita ogni 5 (e Varese vince sempre quando lui c’è) e Anthony Morse che si sbatte molto al pari di Giovanni De Nicolao ma entrambi pagano lo scotto A2-A1. Le toppe messe con gli interventi sul mercato come Anthony Beane e John Egbunu hanno dato qualcosa ma stiamo parlando di un giocatore discontinuo e di uno che è dinamite pura viene dal campionato coreano e deve ritrovare la condizione…Su Strautins non c’è molto da dire, è lunatico. Gioca per un periodo da migliore in campo fisso con la doppia doppia a portata di mano e poi sparisce come nelle ultime uscite.

Gioco, ma quale?

L’anno scorso coach Attilio Caja, con un roster di A2, era stato crocefisso perché la sua squadra abusava troppo del tiro da 3, tuttavia non avendo un giocatore di A1 in grado di battere l’uomo dal palleggio e creare vantaggio non aveva alternative. E malgrado tutto mancò le Final Eight per una questione di classifica avulsa! Ma Caja era troppo “cattivo” e al Generale Scola questo non andava bene quindi via l’Artiglio e dentro il “predestinato” Bulleri…una squadra che deve salvarsi si affida ad un novellino che ha pure dovuto pagarsi di tasca propria il buyout da Ravenna.

Un disastro

La Varese di Bulleri non sa difendere e non sa attaccare: palla dentro a Scola o tiro da 3. Stop. Quintetti senza logica che portano al sistematico tiro da 3 forzato allo scadere dei 24″ perché non si crea nulla. Anche nelle vittorie Varese ha sempre rischiato per l’incapacità di chiudere le partite: prendeva un buon vantaggio, sempre sull’asse Scola-Tiro da 3, poi panico totale e con Treviso si è visto! Il KO più sanguinoso oggi per la OpenJobMetis è il suicidio degli ultimi 10″ contro la De’Longhi. Forse proprio il KO contro Treviso è il manifesto di questa squadra in grado di creare, distruggere, ricreare e ri-distruggere in maniera sorprendente.

Se una cosa deve andare male…

La legge di Murphy non sbaglia mai “se una cosa deve andare male andrà male“, Varese ha le sue colpe e tante ma il destino non è stato clemente: l’infortunio in 20” del neo arrivato Jalen Jones (giocatore che per caratteristiche calzava a pennello dopo il flop Andersson), lo stop forzato per coronavirus è arrivato proprio nel momento peggiore quando si sarebbe dovuto svolgere il derby con Cantù.  Lo stop ha costretto Varese a giocare 6 partite in 18 giorni, un ritmo insostenibile per una squadra con tal roster. Le vittorie miracolose contro Brindisi e Cremona avevano riacceso la speranza ma adesso le prospettive non sono le più rosee specie dopo il referto giallo contro la Effe.

Varese, per quanto riguarda gli scontri diretti per la salvezza, deve ancora giocare a Treviso, in casa con Trento e Reggio Emilia, squadre che non stanno vivendo un buon momento. Tre finali come si dice in gergo sportivo ma a questo si deve anche aggiungere la speranza che quelle davanti non strappino dei referti rosa a sorpresa.

La pausa nazionale sicuramente arriva nel momento giusto, Bulleri può allenare la squadra al completo, consentire a Scola in primis maggior riposo e aiutare a ricompattare il gruppo, e sebbene le prossime due partite siano proibitive (Virtus Bologna e Sassari), quella in casa con Pesaro del 14 marzo potrebbe essere l’occasione giusta per dare una scossa ad una stagione fin qui snervante e deludente.

Una vita passata nello sport specialmente nel mondo della pallacanestro, praticamente appassionato di tutti gli sport con una predilezione per quelli Made In USA Admin e fondatore di Basketball-Evolution, collaboratore per Backdoor Podcast per le vicende della Pallacanestro Varese e non solo.