Virtus Bologna, cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione?

La Virtus Bologna ha iniziato la propria stagione nel migliore dei modi, infilando una serie di risultati che forse neanche i più grandi ottimisti si sarebbero aspettati. L’esonero di Scariolo a pochi giorni dall’inizio delle competizioni e l’arrivo di Banchi avrebbe potuto portare confusione estrema, quando invece l’avvicendamento in panchina si è rivelato fino ad ora più che positivo. Le Vu Nere stanno dominando su qualsiasi campo in Italia, mentre in Europa sono riuscite ad entrare nell’elite di Eurolega grazie a cinque vittorie nelle prime sei giornate. A cosa è dovuto questo inizio di stagione ruggente della Virtus? Cerchiamo di capirlo insieme, provando a capire cosa è cambiato rispetto all’anno scorso.

 

Il mercato

Il roster costruito in estate da Zanetti e Baraldi difetta rispetto a quello dell’anno scorso in termini di “grandi nomi” presenti, ma si sta rivelando un upgrade in tutto il resto. In particolare, la Virtus ha guadagnato profondità nelle rotazioni e atletismo sia nel backcourt che nel frontcourt. Cacok è ancora leggermente in difficoltà ma ha tutti i mezzi fisici per essere d’impatto, Dunston garantisce affidabilità, mentre nel reparto esterni le aggiunte di Dobric e Smith finora hanno soddisfatto. Da non sottovalutare, inoltre, il fatto che le Vu Nere perdendo Teodosic hanno perso fantasia in attacco ma anche un grande buco difensivo. Quel buco è stato riempito perfettamente dai nuovi arrivi, in grado di reggere molto meglio su quel lato del campo.

 

Aria fresca

Se gli acquisti estivi fino ad ora hanno soddisfatto, pur senza brillare particolarmente, sono i giocatori rimasti a sembrare completamente diversi rispetto alla loro controparte di qualche mese fa. Una motivazione di questo cambiamento potrebbe essere individuata proprio nel cambio in panchina. L’arrivo di Luca Banchi, infatti, sembra aver portato a Bologna una ventata di aria fresca decisamente necessaria. A confermarlo in un certo senso è stato Tornike Shengelia qualche giorno fa, intervistato dopo essere stato premiato come MVP del mese di Ottobre in EuroLeague.

Banchi? Ha portato grande positività. Ci fa credere di nuovo in noi stessi. Nel complesso, e anche per me, personalmente. Non sarei seduto qui per questa intervista senza di lui.

Lungi da noi dire che Scariolo sia un cattivo allenatore, o che non abbia fatto bene alla Virtus. Il ct della Spagna è pur sempre il coach che ha portato i bianconeri a vincere l’EuroCup, tornando in Eurolega. Tuttavia, alcune volte si rende necessario un cambio drastico non solo dal punto di vista tecnico ma soprattutto emotivo. In particolare quest’ultimo aspetto sembrava servire, più di tutti, ai giocatori della Virtus: ritrovare le motivazioni in un’altra guida da seguire. E di allenatori migliori di Luca Banchi, nel fare gruppo e nel dare una nuova spinta ad un progetto, se ne contano sulle dita di una mano.

 

Toko MVP

Questa squadra non sarebbe la stessa senza un Tornike Shengelia in versione MVP di Eurolega. Il georgiano sta disputando, ad ora, quella che forse è la sua stagione migliore in carriera, sicuramente al pari dell’ultima al Baskonia. La sua scorsa stagione era stata condizionata dagli infortuni e una condizione fisica mai davvero ritrovata, apparendo a tratti sfiduciato. Iniziata la nuova stagione e andato via Teodosic, la Virtus ha trovato in Toko il proprio nuovo hub offensivo. Da lui passano il maggior numero dei possessi delle Vu Nere (14.2 a gara), e Shengelia sta ripagando nel migliore dei modi. Attualmente è il miglior realizzatore della squadra a 16.4 punti, miglior regista a 4.2 assist e secondo miglior rimbalzista a 5.8 di media. Come se non bastasse, è anche il miglior tiratore da tre della squadre con un ottimo 45.7%.

Banchi è stato bravissimo ad individuare in lui il nuovo punto nevralgico del gioco bianconero in attacco. Molto parte dal suo post-up, situazione in cui Shengelia gioca 7.5 possessi a gara con una produzione eccellente assist inclusi. Da quella sua posizione, infatti, arrivano per la squadra 1.2 punti per possesso di media, collocando il georgiano nell’87esimo percentile tra Serie A ed Eurolega.

 

Upgrade offensivo

Le incredibili prestazioni di Shengelia hanno contribuito ad accrescere il rendimento in attacco di tutta la squadra. Rispetto all’anno scorso, la Virtus è migliorata praticamente in ogni voce statistica offensiva.

Oltre al georgiano, molti altri giocatori hanno evidenziato decisi passi in avanti rispetto alla scorsa stagione. Cordinier sembra arrivato ad essere la versione definitiva del giocatore voluto e cresciuto da Scariolo, un fattore in attacco e difesa. Mickey è tornato ai fasti dello Zenit o del Chimki, contribuendo con costanza sotto i tabelloni e con il tiro da fuori area senza scomparire dalla partita o commettere errori banali. Belinelli sta continuando a sfornare prestazioni decisive in continuità con gli ultimi mesi della passata stagione, Pajola ha raggiunto una convinzione dei propri mezzi e un tale livello di decision making da essere insostituibile. Insomma, ogni giocatore sembra essere tornato al proprio peak, o averlo raggiunto dopo un percorso di crescita andato avanti in tutti questi anni.

 

Bene gli up, attenzione ai down

Va da sé che il campione di partite giocate finora dalla Virtus, ovvero 18 gare, è ancora piuttosto ristretto rispetto al totale di 87 della scorsa stagione. Per questo motivo tutte queste ragioni e statistiche vanno prese con le pinze, e solo tra diverse settimane potremo parlare effettivamente di qualcosa di più che un trend. Starà a Bologna dimostrare di poter essere questa per più tempo possibile nel corso dell’anno. Come è normale, infatti, arriveranno sicuramente anche i momenti bui. Sarà in quei segmenti di stagione che, allora, le Vu Nere dovranno dimostrare di essere cresciuti rispetto all’anno scorso.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.