Virtus Bologna: il pagellone di fine stagione

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Virtus Bologna

Terminata la stagione e già calati pienamente nel basket mercato in vista della prossima, andiamo a rivedere, per un’ultima volta, la stagione della Virtus Bologna, con il pagellone di tutti i suoi protagonisti.

Una premessa prima di iniziare: dare i voti è sempre compito improbo e infausto. In questo caso sono dati pensandoli non in maniera assoluta, ma tenendo conto di quelle che erano le aspettative, in termini di ruolo e rendimento, per ciascun giocatore a inizio stagione. A parità di rendimento, insomma, un mezzo voto in più o in meno andrà a quel giocatore che, rispetto a quello che ci si aspettava da lui, ha offerto un rendimento superiore o inferiore alle attese.

Semi Ojeleye 7

Campionato: 29 partite, 9.3 punti, 47.6% da 3, 67.3% true shooting, 21’, 3.8 rimbalzi | Eurolega: 24 partite, 10.5 punti, 46.1% da 3, 67.4% true shooting, 18.3% usage, 24’, 3.9 rimbalzi

Semi OjeleyeSenza alcun dubbio il miglior acquisto della stagione virtussina. Arrivava con alte aspettative da un punto di vista difensivo, pienamente rispettate, a cui ha affiancato un tiro da tre punti sempre pericolosissimo. Per punti a partita, miglior realizzatore della squadra in Eurolega, pur avendo confermato di non essere un attaccante puro, specialmente nel momento di creare palla in mano. Ha dimostrato di essere un giocatore di alto livello per il contesto europeo. Gli infortuni sono stati un problema, con guai muscolari che l’hanno fatto tribolare tutta la stagione e gli hanno fatto saltare, complessivamente, ventinove gare.

Isaia Cordinier 7

Campionato: 25 partite, 9.8 punti, 36.2% da 3, 62.9% true shooting, 19.9% usage, 23’, 4 rimbalzi, 2.3 assist | Eurolega: 19 partite, 6.6 punti, 23.9% da 3, 53.2% true shooting, 20.9% usage, 18’, 2.5 rimbalzi, 1.5 assist

Per Cordinier questa era una stagione molto importante. Quella dell’esordio in Eurolega, dove doveva dimostrare di poter essere un giocatore d’impatto anche la massimo livello europeo. L’inizio è stato abbastanza travagliato, anche per via di problemi fisici che gli hanno permesso di giocare solo poco più della metà delle partite. Ma, una volta ambientatosi, è stato sicuramente uno dei giocatori più positivi della Virtus. L’energia che ha portato è stata spesso fondamentale per una squadra che, da questo punto di vista, è stata carente. Versatilità difensiva di alto livello, confermata anche nella serie Finale in LBA contro un cliente complesso come Shavon Shields. Restano i limiti offensivi nella scarsa pericolosità al tiro e una creazione palla in mano ancora spesso limitata alla conclusione al ferro. Ma è sicuramente uno dei punti fermi da cui i bianconeri devono ripartire.

Milos Teodosic 6,5

Campionato: 23 partite, 9 punti, 37.3% da 3, 57.2% true shooting, 23.6% usage, 21’, 5.3 assist, 2.4 perse | Eurolega: 26 partite, 10.3 punti, 39.7% da 3, 62% true shooting, 29.9% usage, 20’, 6.1 assist, 3.4 perse

Stagione positiva quella di Teodosic, che si è confermato ancora come il principale punto diVirtus creazione offensiva della squadra. In Eurolega ha avuto grandi notti, segnando e facendo segnare i compagni. In generale, il suo impatto positivo sulla squadra è stato evidente. Guardando però la stagione a posteriori, è stato anche altrettanto evidente come le rigidità di un’annata da oltre ottanta partite non siano state di semplice gestione. Trenta partite saltate per infortunio, oggettive difficoltà, in Eurolega, quando il livello delle avversarie si è alzato. Difficoltà emerse anche nella finale scudetto con Milano. Dopo quattro anni stupendi, forse, questo è il momento giusto perché le strade si separino.

Marco Belinelli 6,5

Campionato: 42 partite, 12.9 punti, 37.2% da 3, 60.3% true shooting, 26.7% usage, 21’ | Eurolega: 21 partite, 10 punti, 41.5% da 3, 59.8% true shooting, 26% usage, 17’

Dopo un avvio non semplice, in Europa, anche per via di una condizione fisica che è apparsa non ottimale, l’annata di Belinelli è decollata da fine dicembre in avanti. In campionato è stato sempre protagonista, mentre in Europa ha trovato posto in rotazione dopo una decina di partite (e qualche mal di pancia malcelato, non proprio il massimo quando sei il capitano della squadra). Ha confermato di poter essere scorer di alto livello anche in Eurolega. La sua raffiche da dietro l’arco sono state vitali per la squadra e in più occasioni hanno spaccato le partite. Resta un giocatore da proteggere difensivamente, ma ha dimostrato di essere un valore aggiunto in attacco di cui non è facile fare a meno.

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n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata. Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.