Virtus Bologna: le cose non succedono a caso, ma il traguardo è vicino

530
Virtus
Credit. Eurocup website

Nel basket, spesso, il percorso è valutato solo dal risultato e sebbene la Virtus abbia condotto un’Eurocup imperiosa, probabilmente verrà ricordata come un fallimento perché conclusasi a pochi metri dal traguardo. Dopo essere stata meritatamente avanti 1-0 nella serie di semifinale che, se vinta, avrebbe voluto dire Eurolega, ha dovuto vedere Kazan prima dominare la seconda partita per larghi tratti e poi piazzare la zampata definitiva nel secondo tempo del match decisivo meritando il passaggio del turno e la qualificazione all’Eurolega.

I quaranta minuti di ieri sera rischiano di definire la stagione della Virtus che ha sempre puntato tutto sull’Eurocup (non a caso imbattuta fino alla serie con Kazan) e che ora si trova con un pugno di mosche, un’Eurolega svanita sul più bello e uno scudetto diventato piano A, dopo che per tanti mesi è sembrato essere il B. La squadra di Djordjevic è mancata nel momento più importante contravvenendo al suo marchio di fabbrica: la difesa. Inammissibile subire 107 punti in una gara decisiva e pensare di vincere, difficile da giustificare una prova dietro nell’unica situazione in cui serviva quello che ha caratterizzato da sempre la stagione bianconera, ovvero il non concedere nulla e mettere fisicità. Nel secondo tempo l’assenza di Pajola è stata pesantissima e non c’è da stupirsi che nei momenti decisivi, come avevamo anche anticipato, se vuoi permetterti in campo Belinelli e Teodosic, Markovic non possa essere la soluzione. Pajola è l’unico giocatore che può rendere sostenibile una coppia che ieri è stata letteralmente maltrattata negli uno contro uno dagli attaccanti di Kazan, in grado d’infilarli con tragica continuità innescando rotazioni e aiuti insostenibili. Ieri probabilmente non c’erano le condizioni per avere in campo il giovane da Ancona, ma il risultato dice che se vuoi (e vuoi) Belinelli e Teodosic assieme in campo non si possa fare a meno di lui. Punto.