Virtus: troppa per la Gevi, Vu Nere corsare al PalaBarbuto, le pagelle

Una Virtus autoritaria prosciuga l’attacco della GeVi Napoli e aggancia in vetta la Reyer Venezia. La partita vera viene spaccata nel secondo quarto, complice anche l’aumento dell’intensità difensiva ed una percentuale dall’area che per lunghi tratti è oltre il 70%. Le cifre premiano Pajola, 11 punti in una serata ispirata, ma anche Jordan Mickey, autore di una doppia doppia “alla Shackleford” da 17 punti e 14 rimbalzi. Bene anche Belinelli, più volte beccato dal pubblico, con 14 punti di cui 6 nel momento in cui i padroni di casa avevano dato l’idea di poter riaprire la gara, another day at the office per Shengelia con 12 segnature.

Per i partenopei ventello di Zubcic e massimo stagionale per Ennis (16), nel finale Owens raggiunge la doppia doppia (12+12r) ma i buoi erano scappati quando lui era in panchina dopo il prematuro secondo fallo.

GeVi Napoli

Ennis, 7: fatica nel primo tempo e non è esente da palle perse anche banali, nella ripresa segna 8 punti di fila per scuotere i suoi e sfiora la doppia doppia (9 assist) ma il suo sforzo viene vanificato dallo sprazzo decisivo di Belinelli.

Jaworski, 6,5: comincia finalmente a scaldare la mano e il risultato piace, entra nei migliori momenti dei suoi anche con ottime letture difensive.

Sokolowski, 5,5: si fa vedere in difesa ma, stavolta, non è che non veda il canestro (e non lo vede) ma quasi rinuncia a provarci, non è da lui.

Zubcic, 5,5: i 20 punti possono ingannare, alterna grandi cose a palle perse (6) e una certa pigrizia che regala extra possessi alla Virtus; da pivot punisce le caratteristiche dei lunghi virtussini, sempre in ritardo nei closeout su di lui.

Owens, 6,5: si sbatte difensivamente ma paga la sua costituzione longilinea finendo spesso sballottato qua e là dai corpaccioni avversari e trovandosi con due falli già nel primo quarto; nonostante tutto raccatta la doppia doppia da 12+12.

Pullen, 4: non è ancora la miglior versione di sé, s’imbottiglia tra le maglie degli avversari senza produrre mezzo risultato. C’è pure l’aggravante di aver illuso il pubblico di essersi acceso nella ripresa.

De Nicolao, 6: entra poco, può fare poco. Tuttavia può anche sbagliare poco e nei 6′ in campo non cade in tentazione.

Ebeling, 5+: non combina disastri ma nemmeno dà l’impressione di poter davvero entrare nelle rotazioni.

Lever, 5: dopo varie partite da quasi cigno sfodera una prestazione da brutto anatroccolo. Timido e timoroso, subisce gli avversari a rimbalzo e non si prende nemmeno i ‘suoi’ tiri.

Mabor, sv: scampoli di gara in cui nemmeno ci si accorge che Milicic l’abbia messo, troppo poco il tempo in campo.

Fusaro, sv: qualche secondo per ricordarsi di aver esordito contro la Virtus.

Grivo NE.

 

Virtus Segafredo Bologna

Hackett, 6: una tripla, due buone difese, poi la partita fila liscia e Banchi lo risparmia in vista degli impegni di EuroLeague.

Belinelli, 7: ha autonomia limitata ma l’accende proprio quando Napoli profonde il massimo sforzo piazzando due bombe mortifere.

Cordinier, 5: patisce Sokolowski in difesa, non riesce a batterlo in attacco, Banchi opta per fargli recuperare qualche energia in panchina; rientra a sprazzi.

Shengelia, 5,5: ok la doppia cifra ma è evidente che sia a scartamento ridotto per i tanti impegni ravvicinati; quando va in post basso fattura, per la lunetta ripassare nel secondo quadrimestre.

Dunston, 6: cede la scena agli altri, porta quel che è necessario, lo stretto indispensabile.

Pajola, 7,5: è una di quelle serate in cui anche la metà campo offensiva gli sorride. Non sbaglia un tiro, non sbaglia un’intuizione.

Smith, 6: gli esperti assicurano che fosse in campo, il +21 di plus/minus pure; smazza 3 assist nel momento migliore della Virtus.

Dobric, 6,5: da 3 non entra, da 2 si, in difesa annulla Sokolowski ed è partecipe del grande momento virtussino.

Abass, 7,5: fisico, tiro, ci mette tutto. Rivederlo a questi livelli scalda il cuore.

Mickey, 8,5: alla Shackleford in un secondo tempo in cui impone la sua legge e punisce ogni tentativo di Napoli di costruire un parziale. La doppia doppia fa da testimone.

Mascolo, 6: entra, segna dall’arco e saluta tutti.

Menalo, sv: assaggia il campo nel finale.