NBA, Spurs: Wembanyama, chi ben comincia è a metà dell’opera!

Se come si dice “Il buongiorno si vede dal mattino”, a San Antonio si prospetta una grandissima giornata, probabilmente anche più di una. Seppur questa stagione NBA ci abbia già dato diversi spunti di cui discutere, il tema caldo di cui bisogna parlare ha un nome e un cognome: Victor Wembanyama. Sul fenomeno classe 2004 gravano tantissime aspettative ormai da un paio di anni, ma come sappiamo soddisfare le previsioni è un affare tutt’altro che scontato (chiedere a Zion Williamson). L’unico, se non uno dei pochissimi, ad aver soddisfatto tutto l’hype che lo circondava al suo debutto in NBA risponde al nome di LeBron Raymone James, scusate se è poco.

L’ottimo inizio e le prime reazioni della lega

Nonostante la pressione delle aspettative, il rookie non si è fatto attendere: il francese è stato il primo giocatore dal 1992 a mettere a referto 100 punti e 10 stoppate nelle sue prime cinque partite, impresa riuscita al primo anno solamente a Shaq prima di lui. Wemby, inoltre, ha fatto registrare la terza miglior prova offensiva della storia dei San Antonio Spurs per un debuttante con 38 punti messi a tabellino nella vittoria contro i Phoenix Suns di Kevin Durant, che ha speso poi qualche parola sul ragazzo:

Quando ha saltato per tirare mi sono detto “non c’è modo  di arrivargli vicino, quindi giocherò duro e lo metterò in difficoltà il più possibile.” O gli fai fallo, o segna. Se sbaglia è solo per colpa sua. É diverso: è lungo, atletico, mobile, sa tirare, ha talento.

L’impatto sulle due metà campo

Come da pronostico Wembanyama si è rivelato un fattore in entrambe le metà campo, non a caso è quarto per stoppate nella lega con 2.4 a partita, ma ci sono alcune statistiche che descrivono al meglio l’impatto che Victor sta avendo nella lega: dopo le prime tre partite i giocatori marcati dal rookie francese hanno avuto un calo delle percentuali al tiro pari al 26.3%, la percentuale complessiva dal campo contro di lui è arrivata al 20% mentre quella da tre punti appena al 6%. Dopo le prime 6 partite, invece, su 60 tiri difesi la percentuale reale attesa al tiro era del 57.3%, mentre quella reale è del 33.3%, influenzando quindi le percentuali di tiro del 24%.

Clutch Wemby

Un’altra cosa che ha stupito delle prime partite di Wembanyama è stata la sua abilità di essere decisivo, la sua abilità nel cosiddetto “clutch time” (i minuti decisivi della gara): nelle prime quattro partite della stagione il rookie ha segnato un totale di 65 punti, 34 dei quali sono arrivati fra quarto periodo e overtime. Dopo le prime quattro gare, da quando si entra nel clutch, Wemby è il quinto miglior realizzatore della lega, è terzo per rimbalzi conquistati e ottavo per minuti giocati (senza aver giocato il quarto quarto della partita contro i Clippers). Non male per un rookie, di cui quello che colpisce maggiormente è soprattutto la naturalezza con cui gli Spurs si affidino a lui come se fossero nelle mani di un veterano.

Tommaso Busato
Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.