Eurolega: Will Clyburn, l’arma totale del CSKA

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Will Clyburn

I nutrizionisti sconsigliano eccessivi digiuni precedenti e successivi alle festività natalizie. Eccessive restrizioni farebbero arrivare ai pasti conviviali con una tensione e un nervosismo sconsigliati se si volesse godere al meglio il momento di festa. Anche in tempo di Covid, le raccomandazioni rimangono sempre quelle. Le mangiate natalizie targate NBA rischiano di servire portate ridotte a causa del famigerato Health and Safety Protocol: per evitare di rimanere a bocca asciutta, quale miglior antipasto del miglior basket che l’Europa può offrirci al momento? Giovedì sera, ore 20.45, Madrid, WiZink Center. Data e ora dell’appuntamento sono noti. I protagonisti anche: Real Madrid vs CSKA Mosca. Seconda contro una delle quarte in classifica. Una rivalità storica, rinvigorita negli ultimi anni grazie ai faccia a faccia nei momenti clou della competizione. La Final 4 del 2019 li ha visti fronteggiarsi nella semifinale in quel di Vitoria. A uscire trionfatori dalla Fernando Buesa Arena furono i moscoviti grazie al 27 di valutazione di Nando de Colo e alla prestazione alla round di uno di quei giocatori, paradossalmente, sempre sottovalutati. Non che non se ne parli. Non che le sue prestazioni passino colpevolmente sottotraccia. Le miriadi di situazioni su un campo da basket nelle quali Will Clyburn dichiara sovente la propria superiorità, tuttavia, sono troppo numerose per essere sottolineate ognuna con la giusta puntualità. Anche giovedì, contro gli esterni del Real, Will è chiamato a rispondere presente. Fortunatamente per coach e compagni, raramente Clyburn si assenta nelle serate di gala. Sfoggiando sempre il completo delle migliori occasioni.

DA BRUCO A CRISALIDE

Di quelle Final 4, William Dalen Clyburn viene dichiarato MVP, grazie anche ai 20 punti firmati nella finale contro l’EFES. Il punto più alto della carriera giunge in concomitanza con delle fatiche fisiche dalle quali, realmente, Will non si è mai più ripreso. Più volte Dimitris Itoudis ha sottolineato lo spirito di sacrificio di Will, costretto a giocare praticamente su una gamba sola entrambe le partite ma comunque in grado di dominare. L’ex assistente di Obradovic ha descritto come un’eventuale assenza di Will avrebbe pesato più di qualsiasi altra defezione: a rinunciare all’apporto, seppur monco, del numero 21, non ci avrebbe minimamente pensato. Anche a costo di rivedere il sistema difensivo per permettere la presenza in campo di un corpo attaccabilissimo dagli attaccanti avversari, come effettivamente fece. Il coach greco non avrebbe potuto chiedere a nessun altro di soffrire così tanto per tagliare il traguardo finale. Nascere a inizio dei Nineties in quel di Detroit non può non forgiarti la tempra, rendendoti un combattivo da prima linea. Ti aiuta a metabolizzare al meglio le delusioni, consentendoti di relativizzare ogni possibile problema. Dopo la carriera collegiale divisa tra Marshalltown CC, Utah e Iowa State e due esperienze in Summer League con Sacramento e Clippers, il circo NBA non ti ritiene all’altezza di essere una delle sue attrazioni? Vietato piangersi addosso: il sogno rimarrà tale, ma andare in Europa non è vissuta come una vuota ed estenuante attesa di una chiamata dall’America. Vivere l’Europa, godersi le persone, il cibo, tutto. Perché, alla fine, non conta se il percorso sia stato più o meno tortuoso. Non conta se la meta sia stata o meno raggiunta. Contano le esperienze e le relazioni vissute. Non nobilitarle sarebbe un peccato capitale. Will Clyburn ne ha vissute troppe per non saperlo.

Il rapporto costruito con coach Itoudis ha reso Clyburn una colonna portante del progetto vincente dell’Armata Russa degli ultimi anni. Dal 2017 in avanti, diverse stelle si sono avvicendate al timone dei moscoviti: da Rodriguez a Teodosic, da De Colo a James fino ad arrivare a Shved. Sotto canestro, da Kyle Hines e Khryapa a Milutinov e Shengelia. Tre le costanti: oltre ai super specialisti Hackett e Kurbanov, ecco Will dal Michigan. Nonostante le caviglie, nonostante la lesione del legamento crociato di fine 2019. Nonostante tutto, Itoudis non si è mai privato della versatilità e dell’intelligenza cestistica di Clyburn. Le precedenti esperienze europee lo avevano presentato al grande pubblico come uno dei realizzatori più letali del continente. All Star nella Bundesliga 2015, dove raggiunge la finale con il Ratiopharm Ulm. All Star e miglior realizzatore della Israeli League nell’anno con l’Hapoel Holon. Miglior realizzatore della campagna europea, conclusasi ai playoff al cospetto del Real di Llull e di un giovanissimo Doncic, con il Darussafaka edizione 2017. La bontà del lavoro dello staff del CSKA ha saputo però trasformare Clyburn in qualcosa di più di un semplice scorer. Molto di più.

Fonte: Eurodevotion.com