Zalgiris-Virtus, Bassa pressione | EuroLeague GamePlan

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Zalgiris Virtus

A meno di una settimana dall’ottima prestazione col Real Madrid e a 48 ore dalla sconfitta al supplementare a Pesaro, la Virtus Bologna approccia l’ultimo doppio turno di EuroLeague nel momento più delicato e fragile della stagione, tra condizione fisica (Hackett e Cordinier out) e risultati sul campo. A ospitare la Virtus è lo Zalgiris di coach Trinchieri, col 9° record di EL dall’arrivo dell’ex coach di Bayern e Partizan tra le altre e ancora aggrappata al treno del 10° posto, ultimo disponibile per disputare i Play In. Su come coach Banchi abbia gestito le rotazioni e le strategie – soprattutto nel reparto guardie – e come coach Trinchieri abbia cercato di tradurre l’energia della Zalgirio Arena a livello tattico, GamePlan racconta di quarto in quarto l’evoluzione di Zalgiris-Virtus.

1Q

  • Accoppiamenti tra quintetti iniziali. Metà campo Zalgiris: Evans-Pajola, Gideraitis-Belinelli, Ulanovas-Dobric, Manek-Shengelia, Birutis-Zizic; metà campo Virtus: Pajola-Evans, Belinelli-Giedraitis, Dobric-Ulanovas, Shengelia-Manek, Zizic-Birutis. Curioso come il miglior attaccante della Virtus sia il peggior difensore e come il miglior difensore dello Zalgiris sia il peggior attaccante (Belinelli-Giedraitis), e che siano quindi accoppiati per motivi opposti l’uno all’altro.
  • Scelta iniziale della Virtus sul P&R centrale di Evans: show appena accennato di Zizic, in alternativa drop profonda per giocare sul floater dell’americano e non andare in rotazione a rimbalzo contro Birutis.
  • Dobric in campo significa poter contare sulle uscite off ball non solo di Belinelli: l’imprevedibilità è anche data dall’avere una coppia di bloccanti superiore alla media (Shengelia-Zizic), capace di variare stagger a pin down singoli per mettere in ritmo non uno bensì due tiratori. Campo aperto come non mai per la Virtus.
  • Col 5 la Virtus droppa o recupera, col 4 la Virtus cambia su ogni blocco. Al massimo, late switch di Zizic se il blocco è portato all’altezza del tiro libero e non nei pressi dell’arco.
  • Anche Shengelia non serve il seal di Zizic ma spara dall’arco: piano partita della Virtus evidente, ossia mettersi in ritmo dall’arco per aprire il pitturato ai tagli off ball degli esterni, meno portati a creare vantaggio dal palleggio.
  • Movimenti off ball di Belinelli che non si esauriscono alla rima ricezione, e rescreen in allontanamento di Zizic che ci stanno come il cacio sui maccheroni. 3 conclusioni dall’arco per aprire la gara della Virtus.
  • E Giedraitis che punisce le scelte difensive di Belinelli da3, prima dal palleggio e poi sullo scarico successivo allo stunt azzardato da Beli. Da quando Trinchieri allena in Lituania, lo Zalgiris è la 6° squadra di EL per triple tentate (25.6 per 40′), e anche il meno tiratore della lineup è invitato a prendere parte al ballo.
  • Come sfruttare il costante under di Evans su ogni blocco che coinvolga Pajola? Trasformare Pajo in bloccante, nello specifico per Shengelia: Evans non ha il fisico per cambiare, Manek non ha la rapidità di piedi per passare sopra il blocco.
  • 2° tripla tentata da Toko in meno di 3′. Aprire il campo, costi quel che costi.
  • Modifica Zalgiris: Birutis non come primo bloccante ma come secondo, per impedire a Zizic di difendere così profondo contro un vantaggio già creato da un altro blocco.
  • Scelte più aggressive dello Zalgiris sul perimetro. La squadra, dall’arrivo di Trinchieri, è la 2° per palle rubate a gara (7.5), forzate anche dall’hedge di difensori insospettabili come Birutis o dallo stunt della guardia a un passaggio sulle uscite dei tiratori in punta. Dalla disciplina nel contestare il palleggio e la postura nell’assorbire il contatto passerà la differenza tra una steal e un fallo a sfavore.
  • 2° fallo di Keenan Evans dopo 4’30”: ottimo lavoro di Pajola nell’attaccarlo con già un fallo a carico dalla punta. Leggere e reagire, al massimo livello, nel minor tempo possibile.
  • Leggere la difesa (piedi lenti di Manek) e reagire (attaccare dal palleggio, fronte a canestro, e non da fermo in post): anche Toko Shengelia non è da meno.
  • Handler di taglia ridotta sono uno dei motivi della difficoltà dello Zalgiris di conservare i possessi, anche sotto Trinchieri (17° per palle perse nelle ultime 12 gare, 13.4, 15 nell’ultima gara col Bayern): il raddoppio sui P&R di Lekavicius levano lo 0 dalla voce “steals” della Virtus, che conferma un inizio estremamente lucido in entrambe le metà campo – difesa di Belinelli esclusa, ma è messo ampiamente in conto.
  • Dentro Dunston e subito il fattore rimbalzi offensivi: nelle ultime 12 gare lo Zalgiris è ultimo per rimbalzi difensivi (20.2), e anche Birutis a dispetto delle dimensioni non eccelle nel fondamentale. Non lo si fa solo col centro, ma tutto il quintetto si predispone mentalmente a poter contestare ogni tiro sbagliato dal compagno per creare extrapossessi.
  • In caso di doppio blocco sul palleggiatore dove il primo a settare lo screen è una guardia, la Virtus cambia sugli esterni: l’idea è mettere sempre un corpo tra la palla e il ferro e ruotare il minimo indispensabile. Sul secondo P&R, invece, è switch, con Dunston a gestire gli handler lituani.
  • Pressione lituana massima, e così ha l’aria di essere per tutti e 40 i minuti, sulle uscite di Belinelli: non avendo a roster difensori ideali nella single coverage (come era stato magistralmente Abalde in Virtus-Real), lo Zalgiris manda sempre due uomini su Beli, col lungo marcatore del bloccante che si alza per costringere Belinelli a liberarsi del pallone. Puntuale anche il tag dell’uomo da lato debole sul roll di Dunston, senza il quale ci sarebbe schiacciata ogni possesso.
  • Dobric passa sotto ogni blocco per Sumner, l’ex Pacers non lo sa ed è notevole nell’abbassare la spalla quanto basta per creare separazione in entrata e provocare fischi. Lo Zalgiris di Trinchieri è 5° in EL per liberi tentati di media a partita (17.7), e anche così ricuce il mini strappo virtussino al termine del 1Q.