Zandalasini’s week: il capolinea che è un arrivederci

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La struttura della postseason WNBA è quasi crudele perchè i primi due turni sono a partita secca, con chi ha avuto il miglior record che ha il vantaggio del fattore campo. Anche questa volta le avversarie delle Minnesota Lynx erano le Los Angeles Sparks, ancora in un elimination game, ancora con tanto pathos e in una partita decisamente particolare le padrone di casa sono riuscite nel finale ad avere la meglio, salvo poi venire letteralmente spazzate via nel turno successivo da Elena Delle Donne e le Mystics.

Anche in questa partita Cecilia parte in quintetto e quando Fowles la pesca in angolo leggendo un raddoppio per la tripla sapientemente infilata, sembra mettersi bene per lei e per le campionesse in carica, ma questa sarà l’unica sua segnatura della partita. Non ha paura e nel primo tempo prende tutti i tiri che deve perchè sono nelle sue corde e potrebbe segnarli, anche perchè il piano partita delle Sparks dopo che Maya Moore ha imperversato per tutto il primo tempo, è di farsi battere da chiunque fuorché proprio Maya e Sylvia.
Se vogliamo anche le Lynx ragionano così annullando una Candace Parker (2 punti e 1-6 dal campo) mai effettivamente in partita e sottoposta a massaggi zen alle tempie durante le pause in panchina, con la differenza che a far saltare il banco sono Chelsea Gray autrice di una partita stellare da me first and me only con 26 punti e sei assists e una chirurgica Riquna Williams che nel secondo tempo prima scava il parziale e poi chiude il match con la rubata decisiva.
Cecilia gioca ampi sprazzi di primo tempo, un a buona parte del secondo, ma è in panchina quando le compagne rimontano in un lampo i 12 punti di distacco che Gray aveva messo tra le squadre e anche quando nel finale le padrone di casa chiudono i conti anche complici due errori pesanti di Moore dalla lunetta.
Come in tutti gli sport i playoffs sono altra merce e le Sparks hanno spesso punito ogni piccola distrazione difensiva di Ceci che ha trovato esterne potenti ed esplosive pronte a batterla dal palleggio come non è abituata a vedere, perlomeno con questa costanza.

I 25 minuti in campo, stante ovviamente l’assenza di Rebekkah Brunson, sono la conferma che da lei si ripartirà non solo per il dopo Lindsay Whalen che ha lasciato tra un tripudio di complimenti e soprattutto da giocatrice più vincente della storia, ma anche eventualmente quando le altre veterane lasceranno. La stessa Ceci ha dato l’appuntamento a Minneapolis per la prossima stagione, con la certezza che tornerà ancora migliorata dopo la prima stagione al Fenerbahce che ormai oltre a lottare per grandi traguardi è la colonia dei talenti italiani.
Non c’è tempo per respirare, si riparte per una nuova avventura e l’asticella si alza ogni giorno di più, ma per Ceci non è mai stato un problema.