Zandalasini’s week: “My name is Cecilia”

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Dopo un inizio difficile non solo per lei, ma per le campionesse in carica delle Minnesota Lynx, è arrivata finalmente una settimana positiva, con tre vittorie su altrettante partite, di cui l’ultima a casa della miglior giocatrice WNBA Diana Taurasi e le sue Mercury.

Sabato 16 giugno, Vs New York Liberty 85-71. Ceci: 13 punti con 5-6 dal campo e 2-3 da 3, 3 rimbalzi, 2 assists e +21 (migliore di squadra)

Martedì 19 giugno, vs Dallas Wings 91-83. Ceci: 5 punti con 2-3 dal campo e 1-1 da 3 in 16 minuti e 4 falli

Venerdì 22 giugno @Phoenix Mercury 83-72. Ceci: 7 punti con 3-8 dal campo e 1-3 da tre, 4 rimbalzi, 2 assists e 4 falli in 20 minuti

La vittoria contro le New York Liberty porta in calce la sua firma che ha favorito una partita già messa sui binari del controllo da Fowles e Moore nel primo quarto. Sono suoi due buzzer beaters nel primo tempo: il primo con un furto da rimessa e jumper dal lato allo scoccare della sirena del primo quarto che fa esplodere la panchina, mentre sul secondo riceve un assists più o meno dalla stessa mattonella e sebbene il tiro entri a un secondo dalla fine è un ulteriore spallata alle già relative velleità di vittoria delle Liberty:

Cecilia è importante per noi, ma non fatevi ingannare dal suo tiro e dai suoi canestri -dice coach Reeve- lei ci garantisce intensità, atletismo e stazza per poter difendere su più posizioni, garantendoci poi di avere tanto tiro perimetrale con lei e Maya (Moore ndr.) sul perimetro.

Sono parole importanti dette da un coach che allena una squadra di tale spessore, ma Cecilia si è fatta trovare pronta quando si sono venuti a creare minuti per l’assenza di Seimone Augustus a causa di un problema al polpaccio.

Kent Youngblood dello Star Tribune di Minnesota, faticava a trovare logicamente minuti per tutti quando contro le Wings Augustus sarebbe tornata e invece ci sono ancora sedici minuti per l’italiana che sebbene non ritoccano il suo career high in punti (due doppie cifre e record consecutivi) dicono che può stare in campo e può trovare minuti di qualità anche a roster completo.

La definitiva consacrazione a livello di minutaggio e impatto arriva nella partita di venerdì contro le Phoenix Mercury. Taurasi è “tenuta” a 9-17 per 23 punti, ma il primo tempo delle Lynx è un vero e proprio assalto che indirizza il match. Cecilia segna tutti i suoi sette punti nel primo quarto impattando come meglio non si potrebbe, catturando rimbalzi e spendendo anche qualche fallo. In difesa ogni tanto eccede in aggressività e cade in qualche trappola d’esperienza da parte delle avversarie, ma come ben sa i minuti che si guadagna sul campo li ricava da una difesa di livello:

Voglio sfruttare tutte le mie opportunità -dice Cecilia- e voglio giocare meglio che posso. Tutto deve partire dalla difesa e poi l’attacco arriverà. Partite come quella contro le Lynx mi danno fiducia, ma è solo un episodio e so che il percorso è lungo. Bisogna lavorare passo dopo passo.

È vero, il percorso ha una gittata piuttosto lunga, ma trovare spazio e soprattutto farsi trovare pronta ed efficiente nei momenti in cui si creano le opportunità, in America è molto più importante di tutto il resto. Noi siamo per i “passettini”, ma quando si muovono i primi nella direzione giusta, allora c’è perlomeno da essere ottimisti.

Se in campo le avversarie cominciano a conoscerla, fuori c’è ancora del lavoro da fare, perchè nel giorno di arrivi di DeAndre Ayton in quel di Phoenix, il profilo Twitter delle Phoenix Mercury apostrofa Cecilia come “una giocatrice random delle Lynx”.

La risposta arriva perentoria dalle Lynx e dai lei stessa con un: “Mi chiamo Cecilia”

Se ne sono accorte in campo e se ne accorgeranno ancora per un pò di anni, quindi appuntarsi per bene il nome  perchè potrebbe darvi qualche dispiacere in futuro.

La nostra intervista a Cecilia su Schio, Minnesota e il suo ultimo anno a tutto gas.