Analytics: i numeri che hanno condannato l’Italbasket alla Serbia

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Non si può dire che il girone di Milano, giocato in casa, sia stato un successo per l’Italbasket. Un quarto posto non è un buon risultato. È verissimo che è figlio di un errore, quello con l’Ucraina, dove però con la Grecia ci si è provato fino in fondo e i teorici avversari diretti della Croazia sono stati battuti. Ma il capitombolo, anche pesante, con l’Ucraina dimostra che in queste competizioni non si può staccare la testa neanche per un quarto. Andiamo a vedere qualche numero dell’Italbasket che motivi questo risultato.

I singoli

Questa è la squadra di Simone Fontecchio in attacco e Nicolò Melli in difesa. Non ci sono dubbi e le statistiche generali della squadra lo evidenziano. Se togliamo gli Offensive Rating di Pajola e Baldasso drogati dal match con la Gran Bretagna, Fontecchio è il migliore per produzione puramente numerica, ma anche per indice, così come per Nicolò Melli che in difesa spesso ha dovuto prendersi il giocatore più pericoloso avversario, aiutare e prendere rimbalzi per tre, vista l’atipicità della squadra.

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(Fonte Instatbasket)

Quindi cosa è mancato in attacco? Quello che dicevamo in sede di presentazione, ovvero pericolosità a giochi rotti ed essendo Nico mannion, l’unico a poterla portare, il suo europeo fin qui non esaltante ci ha penalizzato non poco, gravando Simone Fontecchio di tutto il peso dell’attacco.

È mancato abbastanza anche Stefano Tonut che, a parte qualche fiammata, non è riuscito a incidere sulle partite come avrebbe potuto e forse dovuto. Ha attaccato relativamente il ferro con 19 tiri nel pitturato, ma gran parte frutto di transizioni e contropiedi. Il 4-16 dall’arco poi non ha aiutato ad aprirgli spazio. Senza Danilo Gallinari e con un talento offensivo del tutto nella media, serviva davvero l’apporto di tutti ogni singola sera.