NBA, Brooklyn: Claxton può essere l’arma segreta dei Nets

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Claxton

Da quando i Nets sono diventati i Nets attuali, molto si è detto sulle loro mancanze difensive, in termini di fisicità sugli esterni e lunghezza sotto canestro. La presenza di DeAndre Jordan rassicura fino a un certo punto, non essendo DAJ più al livello di qualche anno fa. Discorso simile può essere fatto per Blake Griffin, a maggior ragione vista la sua storia clinica. L’arrivo di un giocatore ben lontano dal prime e con caratteristiche tutt’altro che difensive come LaMarcus Aldridge aggiungerà leadership al gruppo, ma a livello puramente tecnico sono più gli interrogativi che le certezze. Nic Claxton è un giocatore giovane ma che potrebbe rivelarsi molto utile per le sorti della franchigia nei playoff. Ovviamente, gli arrivi di Griffin e soprattutto LMA gli toglieranno minuti, ma il ragazzo del North Carolina ha caratteristiche uniche nel roster dei Nets. 

UN INGRANAGGIO NELLA MACCHINA 

Possiamo riassumere così l’impatto dell’ex Università della Georgia nel meccanismo offensivo dei Nets. Claxton non gioca molto, 19 minuti di media, ma ha uno usage rate tutto sommato significativo per uno con quel minutaggio, 17.3%. 

Offensivamente Claxton è ancora molto grezzo. Il suo ruolo principale dei Nets è quello di piazzarsi nel dunker spot, la parte di campo lungo la linea di fondo ma fuori dal pitturato, per ricevere alley-oop, scarichi da parte del portatore di palla o semplicemente correggere con un tap-in l’errore di un compagno. La stragrande maggioranza dei suoi tiri, 4.8 su 6.1 tentati, arriva infatti dalla restricted area, e vengono convertiti quasi con il 72%:

Nei primi due casi, Claxton è posizionato nel dunker spot pronto a sfruttare il movimento dei propri compagni e la risposta della difesa. Contro Washington è il taglio a centro area di Brown ad attirare Wagner fuori dal semicerchio, dando a Claxton la possibilità di ricevere e schiacciare comodamente. Nel secondo, invece, è tutto merito dell’attenzione attirata da Harden nelle situazioni di pick and roll. Il lungo fa show forte, Harden scarica per il taglio del bloccante, Green, che a suo volta viene preso in consegna da Len che ha ruotato. Ovviamente, il movimento di Len libera il nostro. Il terzo caso è molto simile a quest’ultimo, perché mostra come essere un attaccante fenomenale possa liberare tanti spazi anche per i compagni. Ancora un pick and roll con Green che rolla a canestro; Mo Bamba, l’uomo di Claxton, esce su di lui lasciando a Claxton lo spazio per ricevere. Poco importa che il gancetto non sia entrato, l’azione era stata gestita bene. 

In generale, Claxton dà il meglio di sé senza il pallone in mano, e probabilmente è proprio questo che lo rende un fit particolarmente adatto in un attacco, quello dei Nets, già ricco di grandi giocatori con il pallone in mano. Ad esempio, il numero 33 è un prolifico tagliante, almeno per quanto riguarda la frequenza di utilizzo dei tagli, che occupano il 31% del suo gioco; in queste situazioni, Claxton segna 1.36 punti per possesso, che lo pongono nel 36esimo percentile di Lega, assolutamente non male:

I più indicativi sono indubbiamente gli ultimi due esempi, perchè mostrano l’attenzione che le difese danno a giocatori come Harden o anche Joe Harris, come vediamo nella clip relativa alla partita coi Pacers. 

É curioso notare come, nonostante le caratteristiche lo rendano un giocatore utile, Claxton gioca il pick and roll come rollante in maniera piuttosto sporadica, solo nel 13.5% dei propri possessi offensivi, ben al di sotto di giocatori come Bruce Brown, DeAndre Jordan e Jeff Green. Questo è verosimilmente dovuto al ruolo che Claxton ha nell’attacco dei Nets; quando lui è in campo, Nash vuole che a bloccare nel pick and roll sia un giocatore con buone mani, in grado di alzare il pallone per il centro posizionato nel dunker spot, cioè proprio il nostro numero 33.

Vedendolo giocare, si capisce come Claxton abbia enormi margini di miglioramento, dovuti al fatto di aver giocato solo un paio d’anni al college e altrettanti in NBA, con minutaggio ridotto (e sappiamo quanto i centri maturino tardi); il nativo di Greenville, North Carolina, ha un ottimo controllo del corpo nonostante si porti dietro 211 centimetri d’altezza, e sa mettere palla per terra; quando può partire in palleggio e concludere con un sottomano, fa fatica a finire al ferro tra i contatti per via del tonnellaggio ancora leggerino; tuttavia, anche solo il fatto che ci provi e che possa farlo è già un bel punto di partenza. Come detto, Claxton è perfetto per il ruolo che gli chiedono i Nets ma, con qualche anno in più di esperienza, potrà evolversi in un giocatore ancora più completo offensivamente.