NBA, Blazers: l’ultimo atto di Carmelo Anthony

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Dopo un’annata travagliata e controversa, riecco la tanto sospirata luce in fondo al tunnel. Sembrava infatti, cestisticamente parlando, oramai al tramonto la carriera di Carmelo Anthony; l’ultima, disastrosa annata a Houston (appena 10 le presenze, con gli ultimi incontri risalenti a oltre un anno fa, per poi essere tagliato dai Rockets) è stata vissuta all’insegna del rimpianto e del rammarico di essere, poco a poco, messo definitivamente da parte dall’universo NBA nel suo insieme. Il destino, tuttavia, ha deciso di dare una nuova possibilità all’ex NY. Un’opportunità, quella concessagli da Portland, figlia della volontà di riscatto in quello che, probabilmente, si preannuncia come il capitolo conclusivo della carriera di Melo.

#007

007. Tre cifre ad accomunare due numeri, legando così il lascito del passato con le speranze del futuro. Questo, in breve, il significato celato dietro al post sui social che Carmelo Anthony ha pubblicato poco dopo la firma con Portland.

Fonte: profilo instagram @carmeloanthony

Lo sguardo, anzitutto, è rivolto al presente, nel quale poggerà le basi per il proprio futuro. Quel doppio zero a simboleggiare l’infinito narra della sua voglia di non arrendersi e della volontà di rendersi immortale a furia di grandi giocate. Melo, del resto, con questa scelta ha puntato tutto sui Blazers, definendo la sua decisione come “l’opportunità perfetta per me in questo momento”.

Portland, dopotutto, sembra in toto poter essere la piazza ideale per rilanciarsi: una franchigia nella quale poter trovare spazio e avere la concreta possibilità di competere ad alti livelli. Le finali di a Ovest raggiunte lo scorso anno altro non sono che la premessa ideale per essere stimolati a tornare protagonisti.

Lo sguardo, poi, è rivolto a quel 7 che da sempre lo ha accompagnato in carriera. Un numero che, in molti, avrebbero sperato di vederlo indossare anche a Portland; il tabù che questo numero si porta sulle spalle, tuttavia, avrebbe senz’altro distolto l’attenzione che il suo ritorno sul parquet merita. Ogni riferimento con il numero 7, di fatto un simbolo a Portland in quanto vestito da Brandon Roy, è stato così accantonato, nonostante lo stesso Melo abbia dichiarato che “Sarò per sempre un 7”.

DA TEMPO NEL MIRINO

Una scelta, quella dei Blazers, ideale per il proprio rilancio e soprattutto non casuale. Da tempo, infatti, il destino sembrava voler legare Carmelo Anthony alla squadra dell’Oregon. In piena emergenza, un fattore decisivo nel voler puntare sull’ala piccola.

Li ho sempre avuti nel mirino, solo che in passato non si è mai concretizzato nulla. Negli ultimi due anni io e Dame Lillard ci siamo sempre tenuti in contatto, le conversazioni sono state frequenti; con CJ McCollum ci siamo allenati assieme negli ultimi quattro anni. Voglio essere chiaro su quello che posso portare ai Blazers, sul modo in cui posso aiutarli a far bene: sono convinto che vinceremo questa scommessa se saremo tutti sulla stessa lunghezza d’onda. L’ultimo anno e mezzo per me è stato davvero un sali-e-scendi emotivo pazzesco. ma quello che è successo in passato resta nel passato, non posso più farci nulla. Sicuramente ho imparato alcune lezioni, oggi vedo la realtà in maniera molto chiara, capisco molte più cose: il mio approccio ora è diverso”.

Fonte: profilo instagram @trailblazers

Una scelta che ha dunque concretizzato speranze createsi nel giro di due annate difficili e controverse. Dal controverso scambio di franchigie fra Oklahoma, Atlanta e Houston all’approdo in una piazza nella quale ritrovare condizione e certezze. L’ex Knicks, del resto, non gioca una partita ufficiale da novembre 2018 e le incertezze nel puntare su di lui sono comprensibilmente tante.

La priorità, quindi, è dimostrare di poter essere ancora utile alla causa. L’accordo fra Anthony e i Blazers è dunque su base parziale, con 14.500 dollari percepiti al giorno. Il contratto diverrà poi definitivo nel momento in cui, dopo il 7 gennaio, Melo risulterà ancora parte integrante del roster. Una “stimolante garanzia”, dunque, a voler tutelare gli interessi di Portland da un lato e voler stimolare nel modo giusto le sue ambizioni.

ESORDIO AMARO

Il prodotto di Syracuse ha esordito nell’incontro con New Orleans. Il suo ritorno, a un anno di distanza dal taglio da parte dei Rockets, sul parquet ha dato segnali controversi. Da un lato, infatti, ha regalato alla causa di Portland 10 punti e 4 rimbalzi in 24 minuti, un bottino nel complesso accettabile per un giocatore che deve ritrovare in toto forma e ambizioni. Dall’altro, tuttavia, sono innegabili i limiti che, al momento, caratterizzano il gioco di Carmelo Anthony: i 4 canestri realizzati su 14 tentati descrivono appieno una scarsa lucidità al tiro, sintomo di una fase complicata. Un momento, quello vissuto da Melo, che Portland si augura venga superato il più presto possibile. Portland, infatti, è scivolata ad un record di 5 vittorie e 10 sconfitte, secondo solamente ai Golden State Warriors nella Western Conference.

Fonte: profilo instagram @trailblazers

Nonostante la sconfitta, Carmelo Anthony ha comunque voluto spendere parole più che positive per questo primo impatto con l’universo Blazers.

“La più grande sensazione che ho provato in questi giorni è stata quella di sentirsi nuovamente desiderati da un gruppo di ragazzi che credono in me, nel mio talento e in ciò che posso portare a loro. Questo discorso non vale solo per i giocatori, ma per tutto lo staff tecnico. Hanno mostrato davvero un grande livello di fiducia in me e in quello che posso ancora fare”.

Stefano nasce il 19/11/1996 a Vigevano, vicino Milano. E' Studente di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano. Sin da piccolo coltiva la grande passione per il giornalismo, in particolare quello sportivo, per il calcio, il basket e lo sport più in generale. Il suo sogno è quello di trasformare tutto ciò in un lavoro.

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