NBA, Rockets: tolti due punti a Harden, la partita con gli Spurs è da ripetere?

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Un episodio controverso e di difficile analisi, destinato a far dibattere per lungo tempo. Il palcoscenico in questione è lo spettacolare faccia a faccia fra San Antonio e Houston all’At&T Center, conclusosi dopo due overtime con la vittoria degli Spurs (135-133). Un match che ha visto in DeRozan (23 punti, 5 rimbalzi e 9 assist) e Forbes (25 punti, 2 rimbalzi e 4 assist) i protagonisti assoluti della vittoria su Harden e compagni, negando ai colleghi texani la 14esima vittoria in regular season.

Quest’ultimo, autore tra l’altro di 50 punti, si è reso protagonista di un episodio chiave che avrebbe potuto cambiare il destino dell’incontro. Un esempio lampante di singole giocate che, per la loro incisività, possono decidere o meno (in questo caso meno) le sorti di intere partite.

L’EPISODIO

Succede tutto nel corso della prima metà dell’ultimo quarto. La guardia ruba palla in difesa e parte in contropiede in solitaria, correndo indisturbatamente verso il canestro e schiacciando a modo suo. Il contraccolpo della schiacciata è talmente forte da far ruotare il pallone, facendolo così uscire da canestro dopo essere entrato.

La palla, in un primo momento, sembra essere entrata, con la doppia convalidata a Houston sul maxi schermo del palazzetto. E’ 104-89 per i Rockets, che preparano a una strenua difesa del punteggio verso la vittoria. Nella frenesia del momento, tuttavia, gli arbitri non si accorgono che la palla è effettivamente entrata. A quel punto, dunque, l’arbitro James Capers non convalida i due punti, scatenando così la polemica generale dei Rockets.

Le proteste prolungate da parte di Mike D’Antoni gli sono costate quei 30 secondi in cui avrebbe potuto chiedere un challenge. Quest’ultimo, poi, avrebbe dato alla squadra arbitrale la possibilità di rivedere il tutto via replay, in modo da accorgersi di quello che risulta, a tutti gli effetti, un errore arbitrale.

JAMES CAPERS FA CHIAREZZA

Sì, un errore arbitrale in tutto e per tutto. Di questo si è trattato, come ammesso nel post partita da James Capers, che ha voluto spiegare l’interpretazione arbitrale del momento.

“Harden compie la schiacciata, ma noi vediamo la palla tornare sopra il canestro attraverso la rete. Quando accade ciò, si tratta di un’interferenza di gioco. Affinché il canestro sia convalidato, la palla deve scorrere in modo pulito attraverso la rete. Tuttavia, a onor del vero, la palla passa in modo pulito ed il canestro era regolare.”

L’arbitro, poi, ha spiegato l’importanza, in termini di regolamento, della chiamata del challenge e dei vincoli ad essa legati.

“La fattispecie della giocata era soggetta a un possibile review, ma il regolamento concede 30 secondi all’allenatore per chiamare il challenge e durante il timeout, mentre la panchina di Houston continuava a protestare cercando di ottenere una spiegazione del fischio, i 30 secondi sono trascorsi impedendogli quindi poi di avere il challenge. Quando lo hanno fatto, era troppo tardi”.

E ADESSO?

La situazione, adesso, è alquanto complicata e, come premesso, di difficile interpretazione. Diversi, infatti, sono i possibili scenari che potrebbero concretizzarsi nei prossimi giorni.

Il tutto parte, anzitutto, dall’iniziativa di Houston. I Rockets, infatti, hanno 48 ore di tempo per poter presentare o meno ricorso al commissioner NBA sull’accaduto. Il fatto di essersi trattato di un errore arbitrale potrebbe riaprire a due scenari in particolare.

Nel primo caso, qualora il ricorso venisse approvato in toto, la partita potrebbe essere ripetuta. L’episodio si è verificato a 7.50 minuti dal termine dell’incontro, ragione per la quale si potrebbero disputare nuovamente gli ultimi 8 minuti dell’incontro. O, addirittura, si potrebbero evitare problemi di interpretazione giocando nuovamente l’intera partita.

Il precedente più recente risale alla stagione 2007/2008, in occasione di Miami-Atlanta dell’8 marzo. A Shaquille O’Neal viene fischiato erroneamente il sesto fallo, venendo quindi cacciato erroneamente dal parquet nel momento in cui sul cronometro mancano 51.9 secondi. La decisione della lega, allora, fu quella di ripetere l’ultimo minuto di partita.

Il secondo scenario, meno probabile, sarebbe quello di convalidare il canestro alla luce del punteggio attuale. Si riassegnerebbero i due punti facendo, di fatto, vincere Houston 117-115 al 48’. Una situazione, tuttavia, che desterebbe polemiche ancor più grandi.

 

Stefano nasce il 19/11/1996 a Vigevano, vicino Milano. E' Studente di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano. Sin da piccolo coltiva la grande passione per il giornalismo, in particolare quello sportivo, per il calcio, il basket e lo sport più in generale. Il suo sogno è quello di trasformare tutto ciò in un lavoro.

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