Post Olimpia Milano-Alba Berlino: Alba amara

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OLIMPIA MILANO

L’Olimpia Milano cade per mano dell’Alba Berlino nella sua prima partita casalinga stagionale europea. La squadra della capitale tedesca fa corsa di testa per tutta la partita (al massimo Milano pareggia ma non va mai avanti) e alla fine porta a casa meritatamente la partita per 74-80. 
Nelle file dell’Alba si mette particolarmente in mostra Tamir Blatt che conduce i suoi alla vittoria con 13 punti e 9 assist, dando sempre l’idea di avere sempre controllo delle operazioni. Ottimi apporti anche di Olinde, Wetzell e Smith.
Nelle file milanesi il migliore per distacco è Hines, uno dei pochi a dare la scossa nei momenti peggiori e uno dei principali motivi dell’OT raggiunto in emergenza. Sprazzi di talento di Pangos e Shields ma tutto troppo estemporaneo.

Gambe

Ancora prima di tutti gli aspetti tecnici e tattici, l’Olimpia Milano vista in campo nella seconda giornata di Eurolega ha dato l’impressione di essere molto indietro dal punto di vista atletico. Oltre a perdere tutti i duelli di reattività, la difesa ha spesso faticato a contenere il primo passo degli avversari o a coprire il campo per la transizione difensiva.
Oltre il solito avvio lento, costante di questo inizio di stagione, si sta vedendo una condizione che tarda ad arrivare e che forse latiterà per qualche partita ancora.

Difesa assente

La difesa di Milano oggi ha mostrato la corda contro una squadra che ha mosso molto bene il pallone e ha sfruttato il lato debole come meglio non poteva. La scarsa amalgama la si può notare sugli inefficaci e lenti adeguamenti del lato debole sui ribaltamenti di lato, o sulle collaborazioni sui blocchi.

Difensori impastati sui blocchi o tagli subiti alle spalle per cattiva comunicazione. Cambi meno aggressivi, il tutto unito alla poca pressione sulla palla. Insomma la difesa tarda ancora ad arrivare sui 40′.
Se a livello offensivo c’è da lavorare perchè è cambiato molto (lo vedremo poi), a livello difensivo la situazione non va meglio. Baron e Pangos chiedono adeguamenti rispetto a quanto portava un difensore come Grant.

Crisi di rigetto

L’altro aspetto che sta mettendo in grosse difficoltà l’Olimpia Milano in questo inizio di stagione è il passaggio da un sistema prettamente perimetrale e in mano agli esterni (le ultime due stagioni) a uno con maggiori variazioni interne. La squadra, per imparare a giocare con Davies, si sta un po’ “snaturando” per cercare soluzioni in post che al momento paiono innaturali.

Al netto del rendimento dell’ex Barcellona, esiste un problema di timing, esecuzione e spaziature che rende poco proficuo il cercare questa soluzione nell’immediato.
E’ ovviamene troppo presto per abbandonare questa strada e Davies ha uno status tale che impone il cercare certe soluzioni. In aggiunta, le versioni recenti di Milano non hanno mai avuto un giocatore con un così alto numero di possessi in post.

Nell’immediato lo staff milanese potrebbe anche essere disposto a ingoiare qualche rospo per raccogliere i frutti più avanti quando il tutto sarà assimilato meglio e si sarà trovato il quintetto migliore per sfruttare questa soluzione.

Benvenuto Tamir Blatt

Un giocatore particolare ha illuminato la notte berlinese ed è Tamir Blatt: 13 punti e 9 assist raccontano solo parzialmente una serata dove ha controllato i suoi come un perfetto direttore d’orchestra.
Sui pick and roll ha sempre messo in difficoltà la difesa dell’Olimpia Milano grazie alla sua capacità di leggere e punire la scelta difensiva. Bravo sia nel leggere i cambi difensivi, sia nel leggere gli scarichi sulle azioni di show e recupero. Se l’attacco degli ospiti ha girato molto bene per lunghi tratti, buona parte del merito è sua.

Lato debole e paradiso

Da sempre l’Alba Berlino ha nell’uso del lato debole e dei blocchi lontano dalla palla uno dei suoi punti di forza. Nel preparare la partita di questa sera, Gonzalez ha fatto mente locale dei problemi di Milano sugli adeguamenti difensivi e sui cambi e giustamente ha insistito con set offensivi che andavano a colpire proprio in quegli aspetti.

Nello specifico ha aperto le danza con il solito Sikma in lunetta a leggere i tagli dei compagni, o a sua volta ricevere lui stesso il blocco dopo lo scarico per dare un’ulteriore linea di passaggio, successivamente ha ampliato suoi set offensivi tirando dentro altri protagonisti che hanno risposto molto bene nel corso della partita. Olinde, Smith e Wetzell i maggiori beneficiari di questo modo di giocare.
Il resto è arrivato dalla solita ottima transizione che ha punito una Milano troppo lenta e svagata.

Procida

Nell’ottima serata berlinese c’è anche l’apporto di Gabriele Procida, neo talento del basket italiano anche lui “emigrato” all’estero dopo due stagioni difficili in due squadre retrocesse.
8 punti e un non entusiasmante 2/6 da tre è la sua partita in numeri, in campo ha mostrati alcuni lampi di talento di assoluto livello. Due canestri in stepback alla Fontecchio di notevole fattura.

Ed è proprio il paragone con l’attuale giocatore degli Utah Jazz che casca a pennello per descrivere Gabriele Procida in questo momento. Le caratteristiche e l’utilizzo ricordano molto il Simone Fontecchio approdato all’Alba Berlino nell’estate del 2020.
Buon tiratore (anche se ci deve lavorare), ottimi mezzi atletici e buon gioco senza palla. Nei set offensivi lui ha ricezioni dinamiche per andare al ferro o aprirsi per tirare dopo uno o più blocchi. Messo nella situazione tecnica migliore per il giocatore attuale e che probabilmente avrà in NBA (quando sarà). Splendido giocatore off the ball.

Non sappiamo quale sarà il suo futuro ma una cosa è certa: è in uno dei migliori posti in Europa per sviluppare giocatori con potenziale.