“Sono triste per i miei giocatori, non è facile. Sono contento perché hanno giocato in modo diverso, si sono allenati in modo diverso negli ultimi due giorni. Dobbiamo andare avanti […] Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la vittoria. Dobbiamo andare avanti. Ho visto una squadra che può vincere le partite. Voglio rimanere positivo”. Almeno stando alle dichiarazioni nell’immediato post partita col Real Madrid, non si direbbe che Gianmarco Pozzecco sia un coach sulla graticola. Non è di certo una sconfitta di misura (76-77) contro degli alieni travestiti di blancos a gettare nello sconforto né la dirigenza Asvel né Pozzecco, ma le voci provenienti dalla Francia sembrano suggerire l’esatto contrario.
Secondo l’ipotesi di Gabriel Pantel-Jouve di BeBasket, infatti, il board francese, guidato da Tony Parker, non sarebbe convinto a sufficienza dall’impatto che il coach italiano ha generato nell’ambiente lionnese. Nonostante il ritorno alle vittorie in EuroLeague in casa dell’Alba Berlino e dello Zalgiris, nonostante la sensazione di rinnovata competitività per 40′ contro avversari di ben altra qualità e lignaggio (sconfitta di 3 con la Virtus, di 10 a Monaco, di 7 con Baskonia, di 1 dopo un doppio supplementare col Bayern, di 9 a Barcellona, di 3 col Maccabi, di 8 col Panathinaikos), nonostante l’assenza di quello che dovrebbe sulla carta essere il giocatore di maggior talento e con capacità di creare attacco per sé e per gli altri – e l’infortunio al polpaccio di Nando De Colo potrebbe prolungarsi anche oltre la prossima trasferta alla Stark Arena – la sensazione è che la società con sede nell’Alvernia-Rodano-Alpi sia circondata da una confusione gestionale incapace di garantire stabilità a qualsiasi livello. E il capro espiatorio, è risaputo, è la testa dell’allenatore, destinato a pagare da solo per educare il resto.
Dopo il protrarsi del rapporto infruttuoso col fratello TJ, la mossa preventivata da Parker sarebbe quella di considerare ormai la stagione 2023/24 come un’annata da transizione, forti dell’inaugurazione della LDLC Arena per le gare di EuroLeague – per la partite di Pro A l’Asvel continuerà a giocare per il resto del torneo ancora all’Astroballe – e del cuscinetto rappresentato dalla licenza pluriennale concessa da EL. Che per questo si sia affidata la panchina a un CT, costringendolo a un compromesso a livello di contratto e alla rimodulazione degli accordi con la federazione per passare a una collaborazione part-time, dice già molto. Che il nome principale per sostituirlo ora – dopo appena due mesi nei quali solo in sporadiche occasioni si è completamente persa la briglia in Europa (trasferte a Valencia e Milano), nei quali nel torneo nazionale si è recuperato l’inizio disastroso (al momento l’Asvel è 4° in LNB Pro A, stesso record del Paris Basketball 3° e con la possibilità di agganciare Bourg-en-Bresse al 2° posto con una vittoria, ndr) e sul mercato si continui a utilizzare la tecnica dell’opossum, fingendosi morti per non attirare attenzioni – sia quello di Vincent Collet, CT della Francia impegnata in estate nel torneo olimpico, anch’egli come Pozzecco con il focus legittimamente non centrato solo e soltanto sull’impegno con l’Asvel, dice ancor di più.
