Gameplan Reyer Venezia-Dinamo Sassari (G2): 1-1 palla al centro

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La Dinamo vince gara 2 giocando una partita stratosferica sia in attacco dove ne segna 81 sia in difesa dove ne concede solo 55. Per la Reyer è tempo di resettare e pensare già a gara 3. Come di consueto torna la nostra rubrica Gameplan dove andiamo ad analizzare alcuni spunti interessanti del match.

Qui le statistiche del match.

Oh my Diop

In gara 1 Ousmane Diop aveva fatto vedere alcune cose buone ma in gara 2 ha letteralmente dimostrato di essere un giocatore di altissimo profilo. In 19 minuti sul campo ha segnato la bellezza di 20 punti: dal post, tiro piazzato, tiri liberi, schiacciate… e chi più ne ha più ne metta. Il centro classe ’00 ha soprattutto dimostrato una solidità mentale eccelsa come testimonia il perfetto 6/6 ai liberi che fidatevi, nella bolgia di ieri sera significa essere veramente concentrato sulla partita. Nella metà campo difensiva ha cancellato dal campo Watt che non è mai riuscito a batterlo e a rimbalzo tra un po’ sgonfiava il pallone da quanta forza ci metteva. Una prestazione perfetta che infatti gli vale il titolo di MVP del match. Ora toccherà a Spahija capire come limitare lo strapotere del numero 25.

Notte fonda per la Reyer

“Sono senza dubbio i peggiori 20′ da quando sono arrivato, chiedo scusa ai tifosi, ora conta solo pensare alla prossima partita” esordisce così il capo allenatore dell’Umana in conferenza stampa post partita. La Reyer in effetti aveva giocato un buonissimo primo quarto fatto di intensità e palle rubate che le hanno permesso di chiudere in vantaggio di 2 punti la prima frazione di gioco. Già dagli ultimi minuti del secondo periodo però si era intravisto qualcosa che non andava negli uomini di Spahija che non riuscivano a sbloccarsi a livello realizzativo ma ciò che più ha impressionato è che non riuscivano a sbloccarsi a livello di gioco e fluidità. Merito di Sassari ovviamente ma la Reyer deve accettare che in gara 2 ha giocato i peggiori 20′ dalla gestione del coach croato e resettare la testa per vincere almeno una delle due gare in Sardegna, che le garantirebbero di giocare un’eventuale gara 5 in casa.

Il pressing di Bucchi

Venezia ama partire fortissimo nei primi minuti di ogni quarto e coach Bucchi sapientemente evita in qualsiasi modo che ciò accada. Sassari infatti nel primo quarto dopo ogni canestro realizzato ha deciso di pressare a tutto campo. Ciò non ha mai provocato una palla persa orogranata ma rallentava un bel po’ Granger e compagni che entravano nella metà campo d’attacco con soli 17-18 secondi da giocare. La scelta ha pagato visto che Venezia non è mai riuscita a correre come ama fare, trovando solo 1 o 2 contropiedi. Un applauso a Bucchi che è riuscito a tarpare in maniera egregia le ali venete.