NBA, Simone Fontecchio: una titolarità per aumentare il contratto

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Come ben sappiamo, Simone Fontecchio la prossima estate diventerà restricted free agent, il che vuol dire che Simone potrà cercare un nuovo contratto con un’altra squadra ma che i Detroit Pistons potranno mantenere il giocatore anche solo pareggiando l’offerta degli altri team. Sappiamo anche che la volontà dei Pistons dovrebbe essere quella di trattenere Fontecchio a lungo termine dal momento che lo considerano una pedina fondamentale nel loro processo di rebuild, come hanno dimostrato le parole di apprezzamento di coach Monty Williams.

Fontecchio ha dimostrato nelle prime gare che Detroit potrebbe essere il posto che fa al caso suo: Simone sta trovando continuità e fiducia nella metà campo offensiva (ha realizzato anche il proprio career high con 27 punti contro i Mavericks) e sta contribuendo molto nella metà campo difensiva, dove sta dando il contributo più utile, seppur sia il terzo miglior realizzatore della squadra, dietro a Cade Cunningham e a Jaden Ivey, rispetto al quale sta tirando però molto meglio.

Un cavillo per Detroit

Nonostante ciò Fontecchio non è ancora riuscito a guadagnarsi la titolarità in maglia Pistons, ma questo potrebbe essere dovuto a questioni che non riguardano tanto il campo quanto i contratti: al momento a Simone manca una sola partita (da titolare) per raggiungere la soglia minima di gare per soddisfare i cosiddetti “starter criteria”ovvero delle condizioni che permettono di richiedere contratti più onerosi durante la free agency. Se Fontecchio dovesse partire in quintetto in un’altra partita, la prossima estate il massimo potenziale del suo contratto potrebbe arrivare da 3.8 fino a 6.3 milioni.
Seppur Simone meriterebbe la titolarità, non sarebbe la prima volta che in NBA si vede una situazione di questo genere: proprio a Detroit hanno usato lo stesso cavillo con Marvin Bagley III, che però alla fine riuscì comunque a strappare un buon contratto ai Pistons.

Ad ogni modo, Fontecchio potrebbe riuscire comunque a raggiungere le condizioni sperate attraverso il minutaggio: giocando 25.7 minuti a partita, per tutte le 18 partite rimanenti, l’azzurro potrebbe soddisfare i criteri. Un traguardo non impossibile considerando che da quando è a Detroit gioca 29 minuti a gara.

Non ci resta quindi che aspettare per scoprire se alla fine Simone riuscirà a strappare una partenza in quintetto a coach Williams oppure se grazie al minutaggio riuscirà ad avere la meglio sui cavilli burocratici che permeano l’NBA di oggi, riuscendo così a portare a casa un contratto degno di quello che sta facendo vedere sul campo.

 

Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.